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Gruppo Missionario

Gruppo Missionario

Gruppo Missionario San Francesco Saverio

 Gruppo missionario di Grosseto, con sede nella nostra parrocchia, ha la finalità di promuovere la cultura in Burkina Faso.

Referente:Masini Germano

SITO DEL GRUPPO MISSIONARIO

 

Da Germano Masini, riceviamo:

Gruppo Missionario San.Francesco Saverio.
Parrocchia Maria SS. Addolorata Grosseto
Germano Masini    23/01/2009

Il nostro Gruppo Missionario in collaborazione con P.Umberto Libralato (MAGIS) si è attivato già dalla primavera del 2008 per raccolta dei Celluari usati.
Al momento sono stati raccolti oltre 1000 Cellulari tra privati, Scuole e Parrocchia.
La raccolta continua, è possibile consegnare i propri Cellulari usati presso :
 

La Parrocchia Maria SS.Addolorata  Grosseto.0564 492107
Segreteria Tiro a Segno Grosseto.0564 493534
Direzione Didattica Scuola Elementare Via Varsavia a Follonica.
Oppure potrete contattarci al n.3476271832-( Masini Germano).

Vi allego un’importante documento redatto da una nostra amica Annalisa Di Leo, sull’ importanza del riciclo.

TELEFONINI: PERCHE’ RICICLARE

Il telefonino al pari ormai di scarpe e accessori vari, è uno dei prodotti che passa di moda più facilmente: entro 18 mesi dall’acquisto, infatti secondo le statistiche dell’associazione americana CTIA – il proprietario tende a sostituirlo in favore di un modello più tecnologicamente avanzato.
Lo scorso anno, sono stati più di 400 milioni i telefonini venduti nel mondo, 80 milioni dei quali negli Stati Uniti e la gestione degli apparecchi usati, potenzialmente tossici, comincia a preoccupare i produttori che hanno lanciato  una campagna per incoraggiare il riciclaggio degli apparecchi che hanno smesso di funzionare.
I componenti utilizzati per i cellulari sono in larga parte riciclabili e molto dannosi per l’ambiente, nonostante le dimensioni relativamente ridotte degli apparecchi. Le parti più critiche in fatto di tossicità sono le batterie al piombo, al litio e al nichel-cadmio che, una volta gettate nella spazzatura possono provocare gravi danni all’ambiente e, di conseguenza, alla nostra salute.
L’iniziativa, sostenuta dai maggiori protagonisti del settore da Nokia a Motorola, da AT&T a Verizon, riprende in pratica quella lanciata lo scorso anno dall" Unep (United Nations Environment Program) che insieme ai maggiori operatori mondiali diede vita al "Sustainable Partnership on the Environmentally Sound Management of EndofLife Mobile Phones", per la raccolta e lo smaltimento dei telefonini giunti alla fine della propria esistenza.

Di qua dall’oceano il problema non è meno drammatico, tanto che l"Unione Europea sta mettendo a punto una direttiva europea che  obbligherà gli stati membri a porre rimedio per il riciclaggio di materiali elettrici ed elettronici inquinanti.
Appare evidente, dunque, che una soluzione che vada al di là delle semplici buone intenzioni regolarmente espresse dagli operatori di settore vada trovata al più presto ed a livello globale.

Africa: dopo i diamanti insanguinati il coltan

Le parti più tecnologiche di un telefonino cellulare sono costituite da un minerale preziosissimo, il coltan, che si presenta sotto forma di polvere nera ma che vale più dell’oro.
E’ formato da due minerali: la colombine e la tantalite dai quali si estrae il tantalio che poi è il vero “oro” nascosto in questo minerale, un metallo molto raro. Oggi il tantalio è il genere di prima necessità più ricercato dai produttori di telefonia mobile.
Il prezzo attuale del minerale è di poco superiore a quello dell’oro e se si pensa che l’80% delle risorse del coltan sono nella Repubblica Democratica del Congo si può facilmente immaginare il perché quella regione è così afflitta da decine di conflitti.
Ultimamente la scoperta di nuovi giacimenti anche in altri paesi ha scatenato una corsa ad accaparrarsi quante più concessioni possibili. Il rischio è che, come succede in Congo, per l’estrazione del prezioso minerale vengano usati bambini spinti dalla promessa di un pasto al giorno e che gruppi armati cerchino di prendere con la forza il controllo delle zone di estrazione.
Estrarre minerali, come il tantalio, comporta inoltre un gravissimo impatto sull’ambiente, creando dei veri e propri disastri ecologici.
Diventa quindi urgente l’adozione di un protocollo che stabilisca le regole di estrazione e del commercio del coltan se non si vuole che ancora una volta l’Africa sia vittima delle sue stesse risorse.