Centro di Ascolto
Caritas parrocchiale
IL CENTRO DI ASCOLTO
“Si apre qui una via feconda di frutti per il presente e per il futuro dell’umanità, che si potrebbe riassumere così: per combattere la povertà iniqua, che opprime tanti uomini e donne e minaccia la pace di tutti, occorre riscoprire la sobrietà e la solidarietà, quali valori evangelici e al tempo stesso universali." Così nei giorni scorsi il Papa ha invitato tutti noi a guardare con uno sguardo di speranza costruttiva alla difficile situazione di crisi generalizzata. Su questo abbiamo riflettuto nell’ultima riunione della Caritas parrocchiale. Una Caritas che finora ha incentrato il proprio impegno sul Centro d’ascolto che per tre volte la settimana accoglie e cerca di aiutare le persone in difficoltà che si rivolgono alla parrocchia. Un lavoro di accoglienza che, per fare un rapido e un po’ spicciolo bilancio, si è concretizzato in 683 colloqui effettuati nel 2008, con la distribuzione di 463 pacchi alimentari (ben 4.552 kg di generi alimentari acquisiti tra Banco Alimentare, Colletta Alimentare, raccolte varie anche in collaborazione con la Circoscrizione e le scuole) e con l’impiego di oltre 5.000 euro (provenienti dai parrocchiani) per contribuire al pagamento di bollette, affitti e altro.
Ma, allo stesso tempo, questo lavoro ha permesso ai volontari, che sono espressione e “mano” di tutta la comunità parrocchiale, di rendersi conto di come quella necessità di “fare uguaglianza, riducendo il dislivello tra chi spreca il superfluo e chi manca persino del necessario”, come ricordata Benedetto XVI, si stia facendo viva anche tra le nostre famiglie, alcune delle quali stanno diventando sempre più esposte al rischio di indigenza.
Da una prima analisi, che cercheremo prossimamente di approfondire con dati precisi, le maggiori difficoltà si possono in buona parte ricollegare alla mancanza o perdita del lavoro che si va a intrecciare, in una sorta di miscela esplosiva, ai problemi derivati dagli alti costi degli affitti e delle “utenze” domestiche. Si innescano allora situazioni nelle quali si rischia il non ritorno alla normalità.
Senza velleità, ma con la consapevolezza che non possiamo stare a guardare o aspettare soluzioni istituzionali che tardano a venire (ma che abbiamo anche il dovere di sollecitare), stiamo lavorando su due progetti che ci sembrano significativi.
Il primo è quello relativo alla costruzione della “Casa della carità” destinata ad accogliere temporaneamente persone o anche famiglie senza dimora. Il secondo progetto prevede la costituzione di una Cooperativa, che avrà come scopo quello di creare opportunità di lavoro in particolare per quelle persone che sono, per motivi concreti (età, salute, ma anche "presenza" o disagi psicologici), tagliate fuori dal mondo del lavoro.
Sono due progetti impegnativi, che potranno trovare piena realizzazione solo se fatti propri e “vissuti” da tutta la comunità parrocchiale, che deve sentirsi toccata dal dono di poter gestire il superfluo, ma contemporaneamente desiderosa di farsi carico di chi è mancante persino del necessario.
Proprio perché siano progetti di tutti cercheremo prossimamente di tenervi al corrente degli sviluppi, ma invitiamo tutti a chiedere senza timore chiarimenti e informazioni.
Il cammino iniziato qualche anno fa con l’apertura del Centro d’ascolto si sta facendo più complesso, anche perché la situazione richiede risposte più complesse, evitando al contempo il rischio di fare solo assistenzialismo. Per questo, strada facendo, c’è bisogno che nuovi “operai” si aggiungano a dare il loro piccolo o grande contributo. Vorrei concludere con un “simpatico” pensiero di A. de Mello s.j.: Per la strada vidi una ragazzina che tremava di freddo, aveva un vestitino leggero e ben poca speranza in un pasto decente. Mi arrabbiai e dissi a Dio: "Perché permetti questo? Perché non fai qualcosa?". Per un po’ Dio non disse niente. Poi, improvvisamente, quella notte mi rispose: "Certo che ho fatto qualcosa. Ho fatto te".
SABATO 10 gennaio2009 Germano P.
Come funziona il Centro d’ascolto
APERTURA

Il Centro d’ascolto apre tre giorni alla settimana.
Il lunedì ed il mercoledì mattina, dalle 10 alle 12,30.
Il venerdì pomeriggio dalle 16 alle 18.
ACCOGLIENZA
Collaborano al funzionamento del centro circa venti volontari che si alternano nei vari giorni di apertura.
L’accoglienza delle persone che si presentano per la prima volta prevede la compilazione di una scheda informativa con i dati anagrafici, la composizione del nucleo familiare, l’attività svolta ed una sintesi dei problemi o difficoltà che hanno spinto la persona a chiedere l’aiuto della comunità parrocchiale.
Possiamo dire che il primo e fondamentale compito dei volontari consiste in un attento ascolto dei problemi esposti. Questi molto spesso rappresentano solo l’aspetto più di superficie di situazioni complesse, che non sempre emergono ed
appaiono chiare ai primi colloqui. La bolletta non pagata per la quale viene chiesto un aiuto rappresenta in genere la punta dell’iceberg di una gestione familiare approssimativa, di gravi difficoltà di autosufficienza per precarietà o mancanza di lavoro, talvolta della solitudine (per gli anziani) nella quale si affrontano i problemi. Ma sono sempre necessarie una grande delicatezza e senso della misura per entrare nella sfera più privata della persona che ci sta davanti. Talvolta manca la consapevolezza dei propri problemi reali e sta alla sensibilità dell’ascoltatore cogliere quello che sta dietro le richieste.
LINEE GUIDA
Un punto fermo nei principi che guidano l’operato del centro consiste nel considerare che la vera e più grande risorsa non è rappresentata dal denaro o dai generi alimentari o materiali a disposizione (che pure sono fondamentali per risolvere i bisogni immediati e sostenere le difficoltà).
La vera risorsa è la persona stessa, con le sue potenzialità eventualmente inespresse o bloccate da sfiducia in sé stessa e nella società, o male utilizzate e sprecate in direzioni sbagliate.
In genere è indispensabile aiutare la persona a ricostruire intorno a sé una rete di "vicinanza" e sostegno, sia familiare che sociale, che favorisca il tentativo di recupero della fiducia mancante.
Se non si opera nella prospettiva di un superamento delle cause che hanno portato alla situazione di difficoltà, si corre il duplice rischio di fare da una parte del semplice assistenzialismo e dall’altra favorire o avvallare comportamenti di dipendenza cronica (per altro talvolta inevitabili) dagli aiuti.
FARE UN PROGETTO

Proprio per quanto appena detto la strada del tentativo di superamento delle cause del disagio (salvo casi che necessitano solo di una disponibilità di vicinanza e ascolto di conforto oppure di saltuari interventi per problemi contingenti ma non "patologici") deve passare attraverso l’individuazione, insieme alla persona interessata, di un percorso di "uscita" che tenga conto delle possibili cose da fare (o da non fare). Un percorso il cui protagonista è la persona stessa e la parrocchia (insieme a quanti altri, familiari o vicini, servizi sociali o associazioni, possono partecipare attivamente) svolgono un ruolo di indirizzamento e sostegno (anche economico se necessario) fino a portare possibilmente la persona a conquistare o recuperare la capacità di camminare con le proprie gambe. Questo percorso, o "progetto", deve prevedere anche dei tempi e dei momenti di verifica che consentano a tutti di capire la bontà o meno di ciò che è stato fatto (anche eventualmente per cambiare strategie e tentare nuove strade).
LA RETE
Il Centro d’ascolto è lo strumento attraverso il quale la comunità parrocchiale cerca di essere sensibile alle necessità dei più deboli. Ma proprio lavorando in questa direzione ci si rende conto di come sia fondamentale la collaborazione con tutte le persone, enti, associazioni che impiegano le proprie risorse ed il proprio impegno nella stessa direzione. Ecco allora la necessità di sviluppare una sempre più stretta collaborazione, ognuno con la propria specificità, con servizi sociali e associazioni del volontariato, con la Caritas diocesana e le altre Caritas parrocchiali della città, con uffici e agenzie di lavoro o dell’edilizia popolare.
LA COMUNITA’
Tutto quanto descritto è però qualcosa a cui costantemente tendere nel lavoro svolto, ma che non è mai facile da conseguire e raggiungere. Il lavoro svolto conosce spesso la frustrazione dell’impotenza a risolvere o anche solo cambiare situazioni difficili. In questo conto entrano la formazione dei volontari, l’inadeguatezza degli strumenti che la società si da per affrontare problemi come quello del lavoro, dell’abitazione o dell’emarginazione e della solitudine. A molti di questi problemi si possono trovare risposte solo se tutta la comunità, a partire da quella parrocchiale, si sente coinvolta e partecipe e non estranea. La tendenza a delegare, a far finta di non vedere o la cultura del pregiudizio sono tra i maggiori nemici di una crescita cristiana della capacità di accogliere della comunità.
LA PARTECIPAZIONE
.jpg)
A conclusione di questa breve presentazione dell’attività del centro d’ascolto della Caritas parrocchiale possiamo dire che la maggiore necessità che emerge è sicuramente quella della partecipazione e della condivisione. I mezzi che la generosità dei parrocchiani mette a disposizione dell’attività del centro sono senz’altro importanti, ma ancor di più si sente la necessità di sempre nuove forze che, attraverso le diverse specificità, possano contribuire a far crescere la capacità di dare risposte sempre più adeguate ai gravi problemi che toccano le persone, le famiglie, i giovani, i deboli di una società particolarmente fragile.
NUOVI SPAZI
In questi giorni stanno per essere completati i nuovi spazi destinati al Centro d’ascolto.
Ricavate modificando la vecchia Sala Nelson, saranno a disposizione degli operatori e degli ospiti una stanza destinata ad ufficio, una destinata ai colloqui oltre ad uno spazio destinato a raccogliere e conservare i generi alimentari.
Ci auguriamo che tutto ciò serva a poter svolgere sempre meglio questo prezioso servizio .
.jpg)





