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	<title>Parrocchia Maria SS. Addolorata &#187; Riflessioni e testimonianze</title>
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	<description>Parrocchia Grosseto</description>
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		<title>Il saluto di Donata</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 13:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il 14 agosto Donata Mussio Ronconi è tornata alla Casa del Padre, ma, prima di andarsene, ha voluto lasciare un saluto alla sua Comunità parrocchiale di cui faceva esperienza nel “S. Marta”.
 Pubblichiamo questa Lettera aperta per affetto e perché è segno della verità di una parrocchia che è “casa e scuola di comunione”.
Lettera aperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Il-saluto-di-Donata1.jpg" alt="" width="454" height="354" /></p>
<p>Il 14 agosto Donata Mussio Ronconi è tornata alla Casa del Padre, ma, prima di andarsene, ha voluto lasciare un saluto alla sua Comunità parrocchiale di cui faceva esperienza nel “S. Marta”.<br />
 Pubblichiamo questa Lettera aperta per affetto e perché è segno della verità di una parrocchia che è “casa e scuola di comunione”.</p>
<p>Lettera aperta alle amiche del “S. Marta”</p>
<p>C’era Donata &#8230;<br />
 una cenetta nella sala dell’Addolorata … Carla Bartolini fece festa ad una “persona nuova” e la invitò a sedersi al suo tavolo. Così. Simpatizzando subito, nacque in tutte e due le donne il desiderio di stare insieme; di riunirsi e trovare altre che avrebbero potuto stare con loro. <br />
 Don Roberto, intelligente e generoso, mise a disposizione il locale e … nacque “S. Marta”.<br />
 A che scopo?<br />
 Donne sole che avevano voglia di parlare, di confidarsi, di sentire voci, letture interessanti , vedere sorrisi e sorridere: di vivere, insomma, qualche ora in modo diverso.<br />
 Non si formò un Club, ma una famiglia di care amiche.<br />
 Bella, davvero bella questa iniziativa …!  E Donata, pur con tante difficoltà, ma con i figli che a turno la portavano &#8220;all&#8217;asilo&#8221;, era veramente contenta.<br />
 Le telefonate che riceveva le davanto tanto conforto e la spronavano ad andare avanti.<br />
 Ora non c’è più: ma ringrazia tutte le care amiche che ha conosciuto, che l’hanno considerata, abbracciata e che l’hanno attesa qui, in questa Chiesa, per darle l’ultimo saluto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ancora un contributo alla Verifica</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non avessimo fede nel Cristo Risorto tutta la nostra vita, il nostro agire come singoli e come comunità sarebbero vani. Ma la fede nel Risorto non è così scontata né semplice da sperimentare.
 Quando la vita ti sbatte in faccia la sua crudezza il primo istinto è quello di fuggire e di ribellarti. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non avessimo fede nel Cristo Risorto tutta la nostra vita, il nostro agire come singoli e come comunità sarebbero vani. Ma la fede nel Risorto non è così scontata né semplice da sperimentare.<br />
 Quando la vita ti sbatte in faccia la sua crudezza il primo istinto è quello di fuggire e di ribellarti. E’ solo dopo, poco a poco, che intuisci che Lui è “con te”:  sono risorto e ora sono sempre con te. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Là dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce. La luce … il Risorto che tutto trasforma per il mio bene.<br />
 Questa consapevolezza (Ivana a Vetulonia ha parlato di consapevolezza), come dicevo, non è scontata, non nasce automaticamente, ma è frutto di esercizio costante, faticoso, ma salutare. E’ la “PALESTRA” dell’ascolto della Parola, della preghiera e dell’Eucarestia, adorata e consumata. Tutto questo (ce lo auguriamo) ognuno di noi lo fa personalmente, ma come comunità? Sappiamo noi rendere la nostra comunità “sacramento della risurrezione”? Quanto tempo abbiamo dedicato all’ascolto della Parola, oltre la domenica, quanto all’adorazione?<br />
 Mi viene in mente la fatica per l’organizzazione dei turni dell’adorazione quotidiana che non si riesce a fare in modo continuato per mancanza di persone!!<br />
 La stanchezza dei mesi appena passati, manifestata da molti, il nervosismo per le troppe attività, derivano forse dalla mancanza della vera forza che è quella di nutrirci della Sua parola e del Suo corpo? Se non siamo uniti a Lui -quindi tra di noi- come possiamo andare nel Suo nome? Prima di ogni attività e di ogni programma infatti deve esserci l’adorazione che ci rende davvero liberi e ci dà i criteri per il nostro agire.<br />
 Riconosciamo le nostre fragilità, perché anche gli sbagli compiuti e accettati sono segno del Suo Amore, ci invitano ad una nuova conversione, ad affidarci alla Sua Misericordia. Individuiamo le priorità nel cammino della nostra comunità, sottoponiamoci (cosa che ultimamente  abbiamo trascurato) ad una continua verifica.<br />
 Probabilmente dovremo rivedere i nostri modi di rendere testimonianza della Sua presenza e non farsi abbattere (come mi è successo) se dopo un anno di impegno e di fatica  i bambini del catechismo sono improvvisamente spariti dalla Messa delle 10 (quando prima non trovavi un posto a sedere)!<br />
 Sperare nel Risorto è anche “essere disposti a scorgere l’opera misteriosa di Dio nel tempo”. Perciò mi auguro ed auguro a tutti che questo tempo di verifica e di programmazione che ci è dato possa essere momento di vera speranza e di unità , tempo in cui “misteriosamente” Dio agisce, tempo per lasciarci sorreggere dalle Sue mani misericordiose, senza cedere a tentazioni pessimistiche.</p>
<p style="text-align: center;">
 Francesco e Assunta</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E’ già un anno!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 20:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Da un anno siamo a Grosseto e viviamo nel Seminario Vescovile, a servizio della Diocesi. Per questo grande dono ringraziamo Dio. Nello svolgimento del nostro servizioabbiamo conosciuto molte persone che, con il loro affetto, hanno colmato la nostalgia della nostra terra che si trova molto lontano da qui.
 Apparteniamo all&#8217;Ordine delle Figlie di San Tommaso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/E-già-un-anno.jpg" alt="" width="479" height="509" /></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p>Da un anno siamo a Grosseto e viviamo nel Seminario Vescovile, a servizio della Diocesi. Per questo grande dono ringraziamo Dio. Nello svolgimento del nostro servizioabbiamo conosciuto molte persone che, con il loro affetto, hanno colmato la nostalgia della nostra terra che si trova molto lontano da qui.<br />
 Apparteniamo all&#8217;Ordine delle Figlie di San Tommaso apostolo, evangelizzatore dell&#8217;India. Sul suo esempio, nel 1969 il nostro Ordine fu fondato da un Sacerdote della Diocesi di Palai, cittadina dell&#8217;India, don Giacomo Thazethel. Il 3 Luglio abbiamola festa del nostro patrono San Tommaso.carisma della nostra missione é quello dell’evangelizzazione dei popoli attraverso la preghiera, la cura dei malati e degli orfani,&#8217;educazione dei fanciulli e deidisabili e la collaborazione nell’attività pastorale. Siamo 400 sorelle, la maggior parte di noi svolge il proprio servizio in India, altre si trovano in Germania, in America, in Italia. <br />
 Siamo molto orgogliose e convinte della scelta che abbiamo fatto, lasciando tutto per seguire Gesù. Il Signore spesso invita il suo popolo ad abbandonare tutto per seguirlo, come dice nel vangelo di Matteo (8,34-35): &#8220;Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">Suor Teresa, suor Giovanna e suor Ligi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una proposta dell’Azione Cattolica</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2010/05/una-proposta-dell%e2%80%99azione-cattolica/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 19:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’AC invita all’incontro sul tema
NUOVA TRADUZIONE
 O NUOVO TRADIMENTO?
Venerdì 14 maggio alle ore 17 presso il Seminario vescovile.
Intervengono:
Prof. Marco Zappella, Coordinatore della Redazione biblica S. Paolo
Prof. don Giacomo Perego, Coordinatore editoriale S. Paolo
L’incontro cerca di scoprire i punti di forza e di debolezza della nuova versione della Bibbia pubblicata dalla Conferenza Episcopale Italiana due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p>L’AC invita all’incontro sul tema</p>
<p>NUOVA TRADUZIONE<br />
 O NUOVO TRADIMENTO?</p>
<p>Venerdì 14 maggio alle ore 17 presso il Seminario vescovile.</p>
<p>Intervengono:</p>
<p style="text-align: left;">Prof. Marco Zappella, Coordinatore della Redazione biblica S. Paolo<br />
Prof. don Giacomo Perego, Coordinatore editoriale S. Paolo</p>
<p>L’incontro cerca di scoprire i punti di forza e di debolezza della nuova versione della Bibbia pubblicata dalla Conferenza Episcopale Italiana due anni fa.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/bibbia-24.jpg" alt="" width="300" height="455" /><span style="font-size: xx-small;">fotografia  tratta dal sito &#8220;Santuario di Loreto</span></p>
<p></p>
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		<title>Risposta del Papa a Andrea</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 18:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[

Andrea: «La mia catechista mi ha detto che Gesù è presente nell&#8217;Eucaristia. Ma come? Io non lo vedo!»
 Sì, non lo vediamo, ma ci sono tante cose che non vediamo e che esistono e sono essenziali. Per esempio, non vediamo la nostra ragione, tuttavia abbiamo la ragione. Non vediamo, in una parola, la nostra anima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/papa-e-andrea-24.jpg" alt="" width="250" height="250" /><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Andrea: «La mia catechista mi ha detto che Gesù è presente nell&#8217;Eucaristia. Ma come? Io non lo vedo!»<br />
 Sì, non lo vediamo, ma ci sono tante cose che non vediamo e che esistono e sono essenziali. Per esempio, non vediamo la nostra ragione, tuttavia abbiamo la ragione. Non vediamo, in una parola, la nostra anima e tuttavia esiste e ne vediamo gli effetti, perché possiamo parlare, pensare, decidere ecc&#8230; Così pure non vediamo, per esempio, la corrente elettrica, e tuttavia vediamo che esiste, &#8230;. In una parola, proprio le cose più profonde, che sostengono realmente la vita e il mondo, non le vediamo, ma possiamo vedere, sentire gli effetti. E così anche il Signore risorto non lo vediamo con i nostri occhi, ma vediamo che dove è Gesù, gli uomini cambiano, diventano migliori. Si crea una maggiore capacità di pace, di riconciliazione, ecc&#8230; Quindi, non vediamo il Signore stesso, ma vediamo gli effetti: così possiamo capire che Gesù è presente.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una proposta&#8230;&#8230;</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2010/04/una-proposta/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 08:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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La sofferenza e i bambini
“Dio non è venuto a spiegare la sofferenza: è venuto a riempirla della sua presenza” (Paul Claudel).
Questa frase, apparentemente semplice, forse riesce a dare  risposta alle infinite domande  che ognuno di noi  si pone davanti alle situazioni di sofferenza. Questa tematica ci pone anche altri interrogativi: è  giusto parlare della sofferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/La-sofferenza21.jpg" alt="" width="436" height="327" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p><span style="font-size: large;">La sofferenza e i bambini</span></p>
<p>“<strong><em>Dio non è venuto a spiegare la sofferenza: è venuto a riempirla della sua presenza</em></strong>” (Paul Claudel).<br />
Questa frase, apparentemente semplice, forse riesce a dare  risposta alle infinite domande  che ognuno di noi  si pone davanti alle situazioni di sofferenza. Questa tematica ci pone anche altri interrogativi: è  giusto parlare della sofferenza ai nostri  bambini? E perché legare necessariamente il mistero del soffrire  a un corpo e a un volto precisi? Non sarebbe meglio tacere, e aspettare che, crescendo ne facciano esperienza “ a suo tempo”? Oppure ridurre tutto ad un generico e astratto discorso? Come se i nostri  fanciulli non venissero bombardati quotidianamente da immagini di sofferenza!<br />
Le immagini di  film,videogiochi si accavallano a quelle vere dei telegiornali dei talk-show dove il mondo del virtuale si unisce a breve emozione e sentimentalismo. Non rimaniamo allora indifferenti e in silenzio! Iniziamo a narrare ai fanciulli ed ai ragazzi che la sofferenza ha un senso e può diventare offerta d’amore; che non può essere eliminata dalle vicende degli uomini, purtroppo, ma che neppure ci impedisce di essere liberi, autentici, felici; poiché essa non ci espropria dell’amicizia  di Gesù e della bellezza che appartiene a tutti, in quanto riflesso dell’immagine e somiglianza di Dio.<br />
<em><strong>Proviamo ad ascoltare le domande sulla sofferenza che pongono i bambini. <br />
</strong></em><br />
<em><strong>Trascrivetele ed inviatecele …  proveremo a rispondere insieme. </strong></em></p>
<p style="text-align: center;">
Cecilia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Beati Luigi e Zelia Martin</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 13:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
In occasione della Settimana della Famiglia, arrivano nella Parrocchia di Marina le reliquie dei santi genitori di Santa Teresina.
Luigi Martin nacque a Bordeaux in Francia nel 1823, mentre Zelia Guèrin nel 1831 a Gandelain. Ebbero nove figli, tra i quali quattro morirono in tenera età. Nella loro giovinezza avevano aspirato ambedue alla vita religiosa, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Betali-luigi-.19.jpg" alt="" width="431" height="266" /></p>
<p>In occasione della Settimana della Famiglia, arrivano nella Parrocchia di Marina le reliquie dei santi genitori di Santa Teresina.</p>
<p>Luigi Martin nacque a Bordeaux in Francia nel 1823, mentre Zelia Guèrin nel 1831 a Gandelain. Ebbero nove figli, tra i quali quattro morirono in tenera età. Nella loro giovinezza avevano aspirato ambedue alla vita religiosa, poi formarono una famiglia, animati dalla preoccupazione principale del bene spirituale delle figlie. Teresina scriverà: &#8220;Avevo soltanto buoni esempi intorno a me, naturalmente volevo seguirli&#8221;. Creano un ambiente familiare di grande laboriosità e di forte sensibilità di fede, che porterà le cinque figlie a consacrarsi al Signore nella vita religiosa.</p>
<p>Proprio il dolore e la gioia legate ai figli attraversarono gran parte della loro vita coniugale. “Quando abbiamo avuto i nostri figlioli &#8211; ormai alla fine della sua vita &#8211; le nostre idee sono un po&#8217; cambiate: non vivevamo più che per loro, questa era la nostra felicità. Insomma tutto ci riusciva facilissimo, il mondo non ci era più di peso”. Non inganni quel &#8220;ci riusciva facilissimo&#8221;: non si riferisce alla facilità della vita , che fu durissima, ma alla certezza che quella vita faceva parte di un disegno buono di Dio. E il loro amore sembra proprio consistere nell&#8217;aiuto a scoprire questa positività. Le figlie, al processo di beatificazione di Teresina dissero: &#8220;La nostra mamma vigilava con grande attenzione sull&#8217;anima delle sue bambine e la più piccola mancanza non era lasciata senza rimprovero. Era un’educazione buona e affettuosa, ma oculata e accurata”. A questa attenzione non ostacolava il lavoro. I Martin lavoravano entrambi: orologiaio Luigi, imprenditrice tessile lei. In ogni caso la vera dote lasciata dai Martin è la testimonianza della fede, come dimostra S. Teresina quando ringrazia di aver avuto “genitori degni più del Cielo che della Terra”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Lourdes, una mattina &#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 15:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mi trovavo nella grande spianata che fronteggia la grotta di Massabielle, in quel momento poco affollata. Al centro di essa, isolato dagli altri fedeli, su una carrozzina, forse in attesa di qualcuno, un bellissimo giovane, con il volto incorniciato da una folta barba. Con sgomento, guardandolo meglio, mi accorsi che era privo di gambe ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/A-Lourdes-.17.jpg" alt="" width="325" height="244" /></p>
<p>Mi trovavo nella grande spianata che fronteggia la grotta di Massabielle, in quel momento poco affollata. Al centro di essa, isolato dagli altri fedeli, su una carrozzina, forse in attesa di qualcuno, un bellissimo giovane, con il volto incorniciato da una folta barba. Con sgomento, guardandolo meglio, mi accorsi che era privo di gambe ed istintivamente pensai che dovevo fare qualcosa per lui, così sfortunato. Ma cosa potevo fare? Non lo conoscevo, forse era straniero, forse non mi avrebbe capito &#8230;. Senza troppo riflettere, mi diressi verso di lui e con delicatezza gli carezzai la faccia. Non posso descrivere, anche il ricordo mi commuove, il sorriso angelico che il giovane mi rivolse, sorriso che non potrò mai dimenticare e che è rimasto nel mio cuore, nella mia mente, nei miei occhi.</p>
<p>Avevo dato una carezza, in cambio avevo ricevuto molto di più! Questa è Lourdes, la terra benedetta ove ogni incontro è prezioso ed indimenticabile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ORARI DELLA SETTIMANA SANTA</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2010/01/benedizione-pasquale-delle-famiglie/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 20:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[28 MARZO: Domenica delle Palme &#8211; MEMORIA DELL’INGRESSO DI GESÙ IN GERUSALEMME
 Ss. Messe: h. 8,30 &#8211; 10 &#8211; 11,30 &#8211; 18
 
 29 MARZO: Lunedì Santo
 h.    17    Celebrazione comunitaria della Penitenza
 h.    18    S. Messa
 
 31 MARZO: Mercoledì Santo
 h.    8    Unica S. Messa in Parrocchia
 h.    17    Messa crismale in Cattedrale
 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">28 MARZO:</span></strong> Domenica delle Palme &#8211; <strong><span style="color: #0000ff;"><em>MEMORIA DELL’INGRESSO DI GESÙ IN GERUSALEMME</em></span></strong><br />
 Ss. Messe: h. 8,30 &#8211; 10 &#8211; 11,30 &#8211; 18<br />
 <strong><span style="color: #ff0000;"><br />
 29 MARZO:</span></strong> Lunedì Santo<br />
 h.    17    Celebrazione comunitaria della Penitenza<img style="float: right;" src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Settimana-Santa.jpg" alt="" /><br />
 h.    18    S. Messa<br />
 <strong><span style="color: #ff0000;"><br />
 31 MARZO:</span></strong> Mercoledì Santo<br />
 h.    8    Unica S. Messa in Parrocchia<br />
 h.    17    Messa crismale in Cattedrale<br />
 <strong><span style="color: #ff0000;"><br />
 1 APRILE:</span> </strong>Giovedì Santo &#8211; <span style="color: #0000ff;"><em><strong>MEMORIA DELLA CENA DEL SIGNORE</strong></em></span><br />
 h.    8    Celebrazione delle Lodi<br />
 h.    18    S. Messa &#8211; Lavanda dei piedi -  Inizio dell’adorazione<br />
 h.    19,30    I ragazzi che si preparano alla Cresima andranno in visita alle Chiese della città<br />
 h.    21,15    Veglia di preghiera<br />
 <strong><em>L’adorazione si protrarrà per tutta la notte</em></strong><br />
 h.    22    I  giovani visitano le Chiese della Città<br />
 <strong><span style="color: #ff0000;"><br />
 2 APRILE:</span></strong> Venerdì Santo &#8211; <span style="color: #0000ff;"><em><strong>MEMORIA DELLA PASSIONE DEL SIGNORE</strong></em></span><br />
 h.    8    Celebrazione delle Lodi<br />
 h.    18    Celebrazione della Passione del Signore.<br />
 Coro polifonico Ensemble “P.L. da Pelestrina”<br />
 Direttore: Massimo Merone<br />
 h.    21    Processione di Gesù morto (in Duomo)<br />
 <strong><span style="color: #ff0000;"><br />
 3 APRILE:</span></strong> Sabato Santo<br />
 h.    8    Celebrazione delle Lodi<br />
 La giornata sarà dedicata soprattutto alle Confessioni<br />
 <span style="color: #0000ff;"><strong><span style="font-size: large;"><br />
 Pasqua di Resurrezione</span></strong></span><br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong><br />
 3 APRILE</strong> </span> h. 23: Veglia Pasquale<br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong><br />
 4 APRILE </strong> </span> h. 8,30 &#8211; 10 &#8211; 11,30 &#8211; 18: Ss. Messe<br />
 h. 12: S. Messa al Casalone<br />
 Le uova saranno benedette al termine di ogni Messa, iniziando da quella della notte<br />
 <strong><span style="color: #ff0000;"><br />
 5 APRILE:</span> </strong>Lunedì dell&#8217;Angelo <br />
 Ss. Messe: h. 8,30 &#8211; 18</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
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		<title>I nonni</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando per la strada capita di incontrare un nonno o una nonna che portano a spasso un nipotino, non si può fare a meno di provare un senso di tenerezza. Ce ne sono anche nella nostra zona e guardandoli, non si sa chi dei due sia più felice, se chi conduce la carrozzina o chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img style="vertical-align: middle;" src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/I-nonni-9.jpg" alt="i nonni" width="472" height="375" /></p>
<p>Quando per la strada capita di incontrare un nonno o una nonna che portano a spasso un nipotino, non si può fare a meno di provare un senso di tenerezza. Ce ne sono anche nella nostra zona e guardandoli, non si sa chi dei due sia più felice, se chi conduce la carrozzina o chi si lascia condurre. Che ricchezza i nonni! Chi, come me, non ha avuto la fortuna di conoscerli, ne sente ancora la mancanza, come se fosse stato privato di una cosa preziosa. Per i nonni, non esiste una definizione che possa descriverli: sono ad un tempo custodi, insegnanti, amici, consolatori, complici affettuosi. Per loro, dedicarsi ai nipoti non è un peso, ma una gioia e quante cose raccontano, quante cose insegnano, quanti pianti asciugano! In cambio, non chiedono niente; al tramonto della loro vita, vogliono soltanto donare amore, questa è la sola felicità che desiderano.</p>
<p>E quando per loro verrà il momento di lasciare gli affetti più cari e tutte le cose amate in vita, non saranno dimenticati. Le loro carezze, la stretta delle loro mani, resteranno per sempre nel cuore di chi tanto ha ricevuto da loro.</p>
<p align="center"> </p>
<p align="right">Paola B.</p>
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