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	<title>Parrocchia Maria SS. Addolorata &#187; Riflessioni e testimonianze</title>
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	<description>Parrocchia Grosseto</description>
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		<title>Incontro di formazione per gli operatori pastorali</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2011/12/incontro-di-formazione-per-gli-operatori-pastorali/</link>
		<comments>http://www.parrocchiaddolorata.it/2011/12/incontro-di-formazione-per-gli-operatori-pastorali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 2 dicembre 2011
Ecco, io mando il mio messaggero (Mc. 1,2)

Canto d’inizio: Vieni, vieni, Spirito d’amore
Sacerdote Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti Amen. 
Sacerdote Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
Tutti Benedetto nei secoli il Signore. 
Sacerdote [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 2 dicembre 2011</p>
<h2><strong>Ecco, io mando il mio messaggero</strong> <strong>(Mc. 1,2)</strong></h2>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Canto d’inizio</span></strong><strong>:</strong> <strong>Vieni, vieni, Spirito d’amore</strong></p>
<p><strong>Sacerdote </strong>Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.</p>
<p><strong>Tutti</strong><strong> Amen. </strong></p>
<p><strong>Sacerdote </strong>Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.</p>
<p><strong>Tutti </strong><strong>Benedetto nei secoli il Signore. </strong></p>
<p><strong>Sacerdote </strong>Carissimi, Dio nostro Padre ci chiama intorno a sé a sostare in preghiera, all’ inizio del nuovo Anno, perché progredendo nella scuola e nell&#8217;esperienza di fede, diventiamo veri discepoli di Cristo. Il suo Spirito ci accompagni in questa nuova tappa del nostro cammino, perché possiamo ricevere con amore ciò che ci viene donato e trasmetterlo agli altri con le parole e con la vita.</p>
<p>E ora, a cori alterni, diciamo al Signore tutto il desiderio che abbiamo di incontrarlo e di ascoltare la sua Parola.</p>
<p><strong>1° coro </strong>Con tutto il mio cuore ti cerco:                                      (Salmo 119)</p>
<p>non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.</p>
<p><strong>2° coro </strong>Benedetto sei tu, Signore:</p>
<p><strong> </strong>insegnami i tuoi decreti.</p>
<p><strong>1° coro </strong>Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,</p>
<p><strong> </strong>più che in tutte le ricchezze.</p>
<p><strong>2° coro </strong>Voglio meditare i tuoi precetti,</p>
<p><strong> </strong>considerare le tue vie.</p>
<p><strong>1° coro </strong>Nei tuoi decreti è la mia delizia,</p>
<p><strong> </strong>non dimenticherò la tua parola.</p>
<p><strong>2° coro </strong>Lampada per i miei passi è la tua parola,</p>
<p><strong> </strong>luce sul mio cammino.</p>
<p><strong>1° coro </strong>Ho giurato, e lo confermo,</p>
<p><strong> </strong>di osservare i tuoi giusti giudizi.</p>
<p><strong>Guida </strong>Siamo<strong> </strong>all’inizio di un nuovo Anno e di un nuovo tempo: l’Avvento. La liturgia ci presenta una guida: Giovanni il Battista. Seguiamolo nel suo ministero così come è raccontato dall’evangelista di quest’anno: Marco.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Lettore 1 </strong>Dal vangelo di Marco                                            1,1-12</p>
<p><strong> </strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><strong><sup>Testo   biblico </sup></strong><strong><sup>Mc. 1,1-8</sup></strong></p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p align="center"><strong><sup>Lectio   divina</sup></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>1</sup>Inizio   del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>Il termine   «vangelo» trova il suo complemento nei termini paralleli: <strong>«Parola» e   «Regno di Dio».</strong></p>
<p><em>Gesù. </em>La<strong> </strong>sua «carne» ci rivela chi è Dio. Tutto il vangelo parla   di lui, contenuto di tutti i racconti.</p>
<p>Quando   diciamo: «Gesù è il Cristo e il Figlio di Dio, il Salvatore e il Signore»   bisognerebbe dire: «Il Cristo e il Figlio di Dio è Gesù». Quest&#8217;inversione   tra soggetto e predicato non è un gioco di parole. Serve per guarirci dalla   perversione della nostra immagine di Dio.</p>
<p><em>Cristo. </em>È il primo attributo di Gesù. È una parola greca che significa «unto», cioè re (i sovrani si   consacravano con l&#8217;unzione). Il re è l&#8217;immagine di Dio in terra:   libero e potente, è l&#8217;uomo &#8220;ideale, ideale di ogni uomo.</p>
<p><em>Figlio di   Dio. </em>L&#8217;assenza dell&#8217;articolo davanti a   «Figlio» e «Dio» equivale all&#8217;articolo indeterminato: indica che ci si   presenta un modo di essere Figlio e di essere Dio diverso da quello a noi   noto: amore fino alla morte, e alla morte di croce!</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>2 </sup>Come   sta scritto nel profeta Isaia: <em>Ecco, dinanzi a te io mando il mio   messaggero: egli preparerà la </em>tua <em>via</em></p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>Marco legge   l&#8217;opera del Battista alla luce dell&#8217;AT, servendosi di una citazione composita   (Malachia e Isaia). La prima parte della citazione indica Giovanni come l&#8217;   «angelo» che precede la venuta del Signore per il giudizio e annuncia il suo   giorno (MI 3,1 ss). La seconda lo indicherà come «la voce» che annuncia la   libertà dall&#8217;esilio (Is 40,3).</p>
<p><em>Ecco, io   mando il mio angelo, ecc. </em>richiama Es 23,20, dove Dio promette a Israele un angelo che lo difenda e   lo conduca nella terra promessa.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><em><sup>3</sup></em><em>Voce   di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i </em>suoi <em>sentieri</em>.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>È citazione   da Isaia in cui il Profeta «consola» il popolo in esilio. Per la sua   infedeltà ha guastato ogni dono di Dio: la libertà, l&#8217;alleanza e la terra.   L&#8217;esilio di Babilonia è peggiore della schiavitù d&#8217;Egitto. Tutto è   irrimediabilmente perso, a causa del proprio peccato. Ma il profeta dice di   prepararsi al ritorno nella patria, perché è finita la schiavitù. A Dio nulla   è impossibile, perché lui è il Signore della misericordia, ed è insieme il   Signore dell&#8217;universo e di tutta la storia.</p>
<p>Giovanni è   «la voce» e Gesù sarà la «parola». Come la parola non può esprimersi senza   voce, così Gesù non può esprimersi senza Giovanni e le sue richieste; e come   la voce senza parola è priva di senso, così ogni nostro desiderio senza Gesù   rimane privo del suo vero senso. Si può dire che tutta l&#8217;umanità è come un   vociare confuso e inarticolato, che trova in lui la parola che pienamente la   esprime.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>4</sup>vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e   proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>Il deserto è   il cammino tra la schiavitù e la libertà, tra Egitto/Babilonia e la terra   promessa. Tensione tra un non-più e un non-ancora, è una distanza da   attraversare per non tornare indietro o morire sul posto. È un luogo   importante, perché in esso Dio rivela se stesso e la sua fedeltà, formandosi   ed educandosi pazientemente un popolo. La nudità del deserto insegna a   conoscere se stessi e Dio.</p>
<p>Il battesimo   di Giovanni, riportando al deserto, riconduce all&#8217;esperienza originaria di   disponibilità a conoscere e accogliere l&#8217;azione di Dio.</p>
<p>Il battesimo   è un gesto insieme di immersione e di emersione dall&#8217;acqua. I due movimenti   opposti, che indicano rispettivamente morte e rinascita, esprimono il   desiderio di una vita che non finisce inevitabilmente nel suo contrario.</p>
<p>Il battesimo è <em>di conversione. </em>La parola indica un cambiamento di direzione, mutar   testa, cambiare modo di pensare. Convertirsi significa riorientare la vita,   indirizzandola su Dio e la sua promessa.</p>
<p><em>per il   perdono. </em>Non è che   Dio perdoni perché ci siamo convertiti; egli da sempre perdona e per questo   possiamo convertirci. Il suo perdono precede la nostra conversione, e la   rende salvifica. Perdonare è l&#8217;opera di Dio per eccellenza, in cui rivela la   sua essenza intima, altrimenti ignota: la misericordia.</p>
<p><em>dei peccati. </em>Peccare in ebraico significa   «fallire il bersaglio». Peccatore è chi non raggiunge il suo fine, come una   freccia che manca il segno. Se il delitto è trasgressione di una norma e   conosce solo il castigo, se la colpa è ferita del proprio super-io e conosce   solo l&#8217;espiazione, il peccato è rottura di una relazione con l&#8217;altro che ama,   e conosce il dolore e il perdono.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>5</sup>Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e   tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume   Giordano, confessando i loro peccati.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>La Giudea e   Gerusalemme non sono più il luogo verso cui andare, ma da cui uscire. Ognuno   deve uscire dai suoi «luoghi santi», dalle sue immagini di Dio, per   incontrare colui che viene.</p>
<p>Ognuno   riconosce il proprio peccato, lavando le proprie impurità nel Giordano, dove   subito dopo si immergerà Gesù. Il «vangelo di Gesù» (= la buona notizia di   Dio che salva) è destinata a chi</p>
<p>si sa   perduto; ne è escluso solo chi si ritiene giusto e non sa o non osa confessarsi    peccatore.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>6</sup>Giovanni era vestito di peli di cammello, con una   cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p><em>peli di   cammello </em>è la divisa   di Elia, padre dei profeti, di cui Giovanni è l&#8217;ultimo figlio. Il cammello,   che porta i pesi altrui e attraversa il deserto, è un&#8217;immagine di Cristo.   Giovanni ne è già come rivestito, secondo le parole di Paolo ai cristiani di   Roma: «Rivestitevi di Cristo» (Rm 13,14). Egli, pur venendo prima, è uno che   gli va «dietro». È il primo discepolo, che lo segue precedendolo di un passo.</p>
<p><em>una cinta di   pelle ai fianchi. </em>Fa parte sia   della divisa del profeta che del pellegrino. I «fianchi cinti» (Le 12,35)   indicano simbolicamente la continenza, la sobrietà, la padronanza di sé e la   disponibilità al cammino proprio di chi deve compiere l&#8217;esodo pasquale (Es   12,11).</p>
<p><em>mangiava   locuste. </em>È un cibo da   asceta, disponibile anche nel deserto (Lv 11,22). Secondo una tradizione   antica, le cavallette, che combattono e uccidono i serpenti, sono un&#8217;immagine   della parola di Dio, nutrimento dell&#8217;uomo (Dt 8,3), verità che vince il   serpente e la sua menzogna.</p>
<p><em>miele   selvatico. </em>Altro cibo   da deserto, anch&#8217;esso è figura della parola di Dio, più dolce di un favo di   miele (Sal 19,11; 119,103; Ez 3,3). Per questo dice Geremia: «Quando le tue   parole mi vennero incontro, le divorai con avidità, la tua parola fu la gioia   e la letizia del mio cuore» (Ger 15,16). Giovanni quindi fa della parola il   suo cibo, che gli permette di vincere il male e gustare il bene.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>7</sup>E proclamava: &#8220;Viene dopo di me colui che è più   forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi   sandali.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>Il messia e   il Signore stesso è designato come «colui che viene». Al venire da parte sua   deve corrispondere l&#8217;attesa da parte nostra. Diversamente è inutile la sua   venuta. Il Battista è tutto proteso verso di lui.</p>
<p><em>dietro di   me. </em>Per sé sarebbe il discepolo che   «viene dietro» (8,34).</p>
<p><em>quello più   forte di me, ecc. </em>In realtà   qui viene dietro il maestro. La sua maestà è tale che il più grande dei   profeti non è degno di prestargli il più umile servizio.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>8</sup>Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà   in Spirito Santo&#8221;.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>Gli ebrei   attendevano un&#8217;effusione dello Spirito per gli ultimi tempi (Gl 3,1),   collegata con una purificazione mediante l&#8217;acqua (Ez 36,25 s). Colui che   viene, dice Giovanni dilatando all&#8217;infinito ogni promessa, ci battezzerà   nello Spirito (= vita) Santo (= di Dio), ossia ci immergerà nella vita stessa   di Dio. Questo è il dono che Gesù ci farà con il suo battesimo, quando   affogherà nella nostra morte per darci la sua vita.</p>
<p>Il desiderio   abissale che Dio ha messo nell&#8217;uomo è bisogno di lui: ora lo colma pienamente   con il dono di sé. Questo è il suo stesso desiderio, da   sempre.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>9</sup><sup> </sup>Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di   Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p><em>Gesù.</em> Marco non   ha parlato di incarnazione o di natività. Ci ha detto di lui nient&#8217;altro che   il nome nel titolo. All&#8217;improvviso, mentre da peccatori  confessi ci troviamo sulle rive del   Giordano, ci viene incontro quest’uomo ignoto, di cui si dice solo il nome.</p>
<p><em>da Nazaret. </em>È un paese piccolo, senza gloriose tradizioni. Lì   dimorò circa trent&#8217;anni &#8211; tutta una vita! Questi lunghi anni di silenzio e   lavoro sono un grande mistero. Dio ha scelto di condividere con noi la   quotidianità, la fatica del mestiere di vivere.</p>
<p><em>di Galilea. </em>È una   regione squalificata dal punto di vista religioso, zona di confine, lontana   dal centro, piena di contaminazioni pagane.</p>
<p><em>fu battezzato: </em>Gesù, uomo   qualunque e sconosciuto, si mette in fila coi peccatori e si fa battezzare.   Marco, fin dal principio, ci chiama a vedere Il nostro Salvatore e Signore in   questo uomo, ultimo della fila</p>
<p>Il suo battesimo è figura della sua morte. Nell’acqua del   Giordano egli si immerge nel peccato di tutti quelli che vi accorrono. Noi usciamo mondi, e lui carico del nostro male</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>10</sup>E subito, uscendo dall&#8217;acqua, vide squarciarsi i   cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p><em>salendo dall&#8217; acqua</em><em>. </em>L&#8217;immersione simboleggia la morte, l&#8217;emersione la vita nuova, oltre la morte. La sua scelta di immersione contiene già l&#8217; emersione: infatti esprime   un amore più forte della morte.</p>
<p><em>vide squarciarsi i </em><em>c</em><em>ieli. </em>L&#8217;apertura del   cielo, chiuso sopra l&#8217;uomo, è la grande attesa messianica: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi» (Is 63,19). La scelta di Gesù toglie ogni separazione tra   Dio e uomo: la sua solidarietà rende Dio   presente ovunque.</p>
<p><em>l</em><em>o Spirito scendere</em><em>. </em>La vita (Spirito) di Dio (Santo) scende sulla terra e la abita, restituendo all&#8217;uomo il suo volto di figlio. Lo   Spirito di Dio, che è solidarietà, amore, umiltà e   servizio, in Gesù è ormai presente tra di noi.</p>
<p><em>co</em><em>m</em><em>e   co</em><em>l</em><em>omba</em><em>. </em>La colomba richiama l&#8217;arca di Noè   (Gn 8,8 ss), figura del battesimo, che segna l&#8217;inizio di una vita salvata   dalle acque.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>11</sup>E venne una voce dal cielo: &#8220;Tu sei il Figlio   mio, l&#8217;amato: in te ho posto il mio compiacimento&#8221;.</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p><em>venne una voce dai cieli. </em>Dio non ha volto, ma voce. Il suo   volto  è quello di chi ne ascolta la   parola.</p>
<p><em>Tu sei il Figlio mio </em>(cf   9,7). Gesù, facendosi fratello, ha ascoltato il Padre, che lo conferma suo   Figlio. Uno che ama così, non può essere che «il» Figlio, infinitamente   amato. In queste parole risuona il Sal 2,7, che parla dell&#8217;intronizzazione   regale. Gesù, con la sua scelta, è il   re voluto da Dio.</p>
<p><em>in te mi compiacqui. </em>Richiama   il primo canto del servo di JHWH (Is  42,1),   che descrive colui che salva il mondo, facendosi carico di tutte le sue   iniquità. La voce del Padre quindi proclama l&#8217;identità di Gesù: è Cristo e   Figlio, Salvatore e Signore proprio in quanto sacrificato a servizio dei   fratelli. L&#8217;identità del Figlio rende visibile la verità del Padre, finora   inaccessibile: «chi vede me, vede il Padre» (Gv 14,9; cf 12,45).</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="189" valign="top">
<p align="left"><sup>12</sup><sup> </sup>E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto <sup>13</sup>e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato   da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Parola   del Signore</p>
</td>
<td width="510" valign="top">
<p>È lo Spirito del   Figlio, che <em>lo getta fuori nel deserto. </em>Anche noi, ricevuto il   battesimo, dal suo Spirito siamo spinti fuori dall&#8217;Egitto e condotti per il   deserto, in cammino verso la piena libertà dei figli.</p>
<p>Il deserto è il luogo   della libertà e della tentazione, della fedeltà di Dio e del dubbio nostro, dell&#8217;amore e della contesa reciproca, del cammino e   della caduta. Cifra dell&#8217; esistenza umana, è ricco di tutti i doni di Dio e   di tutti i nostri tradimenti. Fatica di vivere col peso del nostro male &#8211; ma   anche gioia della nube che protegge, del fuoco che guida, della manna che nutre, dell&#8217;acqua che disseta, della Parola che illumina e dà vita &#8211; il deserto è il crogiolo in cui Dio   forma l&#8217;uomo. Nella solitudine   assoluta, senza distrazioni, è costretto a   scegliere tra la morte e la vita, tra la sfiducia e la fiducia, tra la propria ombra e la sua promessa.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p align="center"><em>Riflessione del sacerdote</em></p>
<p align="center"><em>Esposizione del Ss. Sacramento</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Canto d’esposizione</span></strong><strong>:</strong> <strong>Davanti al Re</strong></p>
<p><strong> </strong>Davanti al Re c’inchiniamo insieme</p>
<p>per adorarlo con tutto il cuor.</p>
<p>Verso di Lui eleviamo insieme</p>
<p>canti di gloria al nostro Re dei re</p>
<p align="center"><em>Lunga preghiera silenziosa</em></p>
<p align="center"><em>Momento di condivisone </em><em>(gli ultimi 15 minuti)</em></p>
<p><strong>Tutti </strong>Se tu sei con noi, non abbiamo paura di nulla: siamo sicuri con te.</p>
<p><strong> </strong>Se tu ci stai vicino, non temiamo il nemico.</p>
<p>Se tu ci guidi, non sbagliamo il cammino, perché tu sei la nostra via.</p>
<p>Se tu ci consigli, non saremo problematici: la tua verità è gioiosa risposta.</p>
<p>Se tu ci alimenti di grazia, non vacilleremo, giacché tu sei sorgente di vita.</p>
<p>Se tu ci provi, non temiamo il dolore, perché tutto è segno di amore.</p>
<p>Se ci vuoi tuoi seguaci, non ricusiamo la croce, che porta a vittoria.</p>
<p>Se tu ci fai apostoli, non temiamo debolezze: tu sei il nostro vigore.</p>
<p>Signore, nei momenti lieti e sereni della vita, sii gioia per noi.</p>
<p>Nei momenti tristi e pesanti, sii forza e gaudio per noi.</p>
<p>Nell’ora delle tenebre e dello sconforto, sii la nostra luce, la nostra beatitudine.</p>
<p>Nell’ora della morte, sii la risurrezione anche per noi.</p>
<p>Con te, Signore, non temiamo nulla, non saremo più soli, giacché tu sei l’eterno Risorto!</p>
<p>Amen</p>
<p align="center"><em>Benedizione eucaristica</em></p>
<p align="left"><strong>Tutti </strong>Dio sia benedetto.<br />
 Benedetto il suo santo nome.<br />
 Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.<br />
 Benedetto il nome di Gesù.<br />
 Benedetto il suo sacratissimo Cuore.<br />
 Benedetto il suo preziosissimo Sangue.<br />
 Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell&#8217;altare.<br />
 Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.<br />
 Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.<br />
 Benedetta la sua santa e immacolata concezione.<br />
 Benedetta la sua gloriosa assunzione.<br />
 Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.<br />
 Benedetto san Giuseppe, suo castissimo sposo.<br />
 Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Canto finale</span></strong><strong>:</strong> <strong>Madre della speranza veglia sul nostro cammino</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Madre della speranza</strong></p>
<p><strong> veglia sul nostro cammino,</strong></p>
<p><strong> guida i nostri passi verso il figlio tuo,</strong></p>
<p><strong> Maria!</strong></p>
<p><strong> </strong>Regina della pace,</p>
<p>proteggi il nostro mondo;</p>
<p>prega per questa umanità, Maria,</p>
<p>madre della speranza,</p>
<p>madre della speranza!</p>
<p>Docile serva del Padre</p>
<p>piena di Spirito santo</p>
<p>umile vergine madre del Figlio di Dio!</p>
<p>Tu sei la piena di grazia</p>
<p>scelta fra tutte le donne,</p>
<p>madre di misericordia,</p>
<p>porta del cielo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ma non è tutto del Vaticano?</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2011/11/ma-non-e-tutto-del-vaticano/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 15:44:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiaddolorata.it/?p=2361</guid>
		<description><![CDATA[In questi giorni, parlando con una persona riguardo alla costruzione della Casa della Carità, è uscita con questa esclamazione: “Ma non è tutto di proprietà del vaticano?”. Pensando che una domanda del genere  attraversi anche la mente di molti altri, ho pensato di offrire alla comunità parrocchiale qualche elemento di chiarezza, soprattutto in questa giornata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: medium;">In questi giorni, parlando con una persona riguardo alla costruzione della Casa della Carità, è uscita con questa esclamazione: “Ma non è tutto di proprietà del vaticano?”. Pensando che una domanda del genere  attraversi anche la mente di molti altri, ho pensato di offrire alla comunità parrocchiale qualche elemento di chiarezza, soprattutto in questa giornata in cui siamo invitati a sostenere economicamente i sacerdoti.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">La Parrocchia dell’Addolorata è proprietaria solo del Centro Giovanile, mentre la chiesa, la casa canonica e gli uffici, il campino di calcio e anche il terreno su cui stiamo costruendo è di proprietà del Demanio dello Stato, il quale &#8211; da qualche anno &#8211; non ci fa pagare un affitto, ma chiede che sia l’amministrazione della Parrocchia ad affrontare le spese per la costruzione, gli ampliamenti, le manutenzioni, … di questi immobili che rimangono di proprietà dello Stato italiano.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Inoltre è la comunità che deve provvedere a tutte le spese (energia elettrica, telefono, acqua, nettezza urbana, sostentamento dei propri sacerdoti, …), ai costi di tutte le attività pastorali (catechismo, gruppi vari, feste, relatori, …) e alle opere di carità. Come lo fa? Attraverso le offerte che arrivano, sia quelle manuali che quelle raccolte ogni domenica. Ogni centesimo messo nel cestino è un modo concretissimo di sostenere la propria comunità.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Anche i Sacerdoti non sono pagati dal Vaticano, ma dalla Parrocchia ove lavorano e dai Vescovi italiani attraverso le offerte che ad essi giungono.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Per quanto mi riguarda, in parte ricevo da questa comunità parrocchiale (500,00 euro al mese) e in parte dai Vescovi italiani  (ca 800,00 euro al mese). Ovviamente non c’è tredicesima né altro. Con questi soldi devo provvedere alla mia persona e al mio sostentamento.</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">Comunque, se non sono stato chiaro, sono disposto a ogni chiarimento.</span></em></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="font-size: medium;">don Roberto</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lectio Divina</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 13:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Lectio Divina
 


&#8220;Lectio Divina&#8221; significa &#8220;lettura divina&#8221; e descrive il modo di leggere la Sacra Scrittura: allontanarsi gradualmente dai propri schemi e aprirsi a ciò che Dio vuole dirci.
Nel secolo XII, un monaco Certosino, chiamato Guigo, descrisse le tappe più importanti della &#8220;lettura divina&#8221;. La pratica individuale o in gruppo della Lectio Divina può assumere diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000; font-size: x-large;"><strong style="font-weight: bold;">Lectio Divina</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong style="font-weight: bold;"> </strong></span></p>
<p style="text-align: center;" align="justify"><span style="font-size: small;"><img class="aligncenter" title="Lectio divina" src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Lectio-divina.jpg" alt="" width="269" height="202" /><br />
</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8220;Lectio Divina&#8221; significa &#8220;lettura divina&#8221; e descrive il modo di leggere la Sacra Scrittura: allontanarsi gradualmente dai propri schemi e aprirsi a ciò che Dio vuole dirci.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nel secolo XII, un monaco Certosino, chiamato Guigo, descrisse le tappe più importanti della &#8220;lettura divina&#8221;. La pratica individuale o in gruppo della Lectio Divina può assumere diverse forme ma la descrizione di Guigo rimane sempre fondamentale. Guigo scrisse che il primo gradino di questa forma di preghiera è la lectio (lettura). E&#8217; il momento nel quale leggiamo la Parola di Dio lentamente e attentamente così che penetri dentro di noi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il secondo gradino è la meditazione. Durante questa tappa si riflette e si rimugina il testo biblico affinché prendiamo da esso quello che Dio vuole darci.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il terzo gradino è la preghiera, è il momento di lasciare da parte il nostro modo di pensare e permettere al nostro cuore di parlare con Dio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;ultima tappa della Lectio è la contemplazione, nella quale ci abbandoniamo totalmente a parole e pensieri santi. E&#8217; il momento nel quale noi riposiamo semplicemente nella Parola di Dio e ascoltiamo, nel livello più profondo del nostro essere, la voce di Dio che parla dentro di noi. Mentre ascoltiamo, veniamo gradualmente trasformati dal di dentro. Il frutto della Lectio consiste nell’applicare nella nostra vita quotidiana ciò che abbiamo ascoltato leggiamo nella Parola di Dio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Martedì riprendiamo questo importante appuntamento. Vi aspetto.</span></p>
<p align="right"><em style="font-style: italic;"><span style="font-size: medium;">don Roberto</span></em></p>
<div><em style="font-style: italic;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></em></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Incontro mondiale delle famiglie</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 19:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Gruppo di Pastorale familiare che ci propone la cura e l’attenzione verso le famiglie della Parrocchia, si è riunito nei giorni scorsi per progettare il prossimo cammino, caratterizzato quest’anno dall’Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012.
In cosa consiste questo Incontro mondiale? Nel 1994 Papa Giovanni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Il Gruppo di Pastorale familiare che ci propone la cura e l’attenzione verso le famiglie della Parrocchia, si è riunito nei giorni scorsi per progettare il prossimo cammino, caratterizzato quest’anno dall’<em>Incontro mondiale delle famiglie</em> che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In cosa consiste questo <em>Incontro mondiale</em>? Nel 1994 Papa Giovanni Paolo II promosse il primo Incontro mondiale delle famiglie come appuntamento a cadenza triennale. Papa Benedetto XVI, a conclusione dell’Incontro tenutosi a Città del Messico nel 2009, annunciò: <em>“Sono lieto di annunciare che il VII Incontro mondiale delle famiglie si terrà, Dio volendo, in Italia, nella città di Milano, nell’anno 2012”.</em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il tema sarà: “<em>Famiglia, lavoro e festa</em>” un trinomio che parte dalla famiglia per aprirla al mondo. Il lavoro e la festa sono modi con cui la famiglia abita lo “spazio” sociale e vive il “tempo” umano. Il tema mette in relazione la coppia uomo-donna con i suoi stili di vita: il modo di vivere le relazioni (la famiglia), abitare il mondo (il lavoro) e di umanizzare il tempo (la festa).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Scopo dell’Incontro è di riflettere sulla famiglia come patrimonio di umanità suggerendo così l’idea che la famiglia è un bene di tutti e contribuisce, al tempo stesso universalmente, all’umanizzazione dell’esistenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L’incontro di Milano servirà per incontrare e confrontarsi con i vissuti delle famiglie provenienti dai cinque continenti; per approfondire e lavorare insieme sul tema dell’incontro; per essere confermati nella fede e fare festa insieme al Santo Padre e alle migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Come Parrocchia cercheremo di prepararci a questo evento insieme con tutte le famiglie che lo desiderano.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>EVO &#8211; Esercizi spirituali nella vita ordinaria</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2011/09/evo-esercizi-spirituali-nella-vita-ordinaria-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 15:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[

Anche quest’anno siamo prossimi all’inizio di un nuovo percorso di  Esercizi Spirituali nella Vita Ordinaria (gli EVO).  Il percorso durerà  due anni con incontri di gruppo quindicinali, soste quotidiane a casa  per la meditazione e la preghiera, sostegno e accompagnamento di una  guida. “Con il termine di Esercizi Spirituali si intende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="../wp-content/uploads/Evo-foto-1.png" alt="foto evo 1" width="187" height="282" /></p>
<p>Anche quest’anno siamo prossimi all’inizio di un nuovo percorso di  Esercizi Spirituali nella Vita Ordinaria (gli EVO).  Il percorso durerà  due anni con incontri di gruppo quindicinali, soste quotidiane a casa  per la meditazione e la preghiera, sostegno e accompagnamento di una  guida. “Con il termine di Esercizi Spirituali si intende ogni forma di  esame di coscienza, di meditazione, di contemplazione, di preghiera  vocale e mentale e di altre attività spirituali.”  Così inizia S.  Ignazio di Loyola nella prima nota del libro degli Esercizi Spirituali.  Questi vengono approvati dalla Chiesa nel 1548 con Papa Paolo III°. Gli  esercizi nella vita ordinaria erano stati adottati già da S.Ignazio per  andare incontro alle diverse condizioni di vita, alle diverse situazioni  personali, soprattutto di chi non poteva interrompere le proprie  attività. Essi infatti non si svolgono in un ritiro chiuso ma nella vita  quotidiana.</p>
<p>Quante volte nella nostra vita sentiamo il bisogno di capire, di  meglio conoscere il nostro rapporto con il Creato, di conoscere la  nostra relazione con esso, imparare a cogliere la presenza dello Spirito  attraverso la Parola, il silenzio, la meditazione, l’attenzione agli  eventi, alla storia, alla nostra vita. Fede e vita sono strettamente  legate, l’uomo e tutto il Creato restituiscono l’immagine viva  del loro  Creatore come un’opera d’arte parla del suo autore. La vita, dunque, è  il luogo di incontro con Dio e saper riconoscere questo incontro  quotidianamente è costruire una “vita nello Spirito”, è dare un senso al  nostro esserci, come parte essenziale, insostituibile, indispensabile,  tassello fondamentale per la riuscita di tutto il mosaico. Conoscerci  meglio e soprattutto conoscere meglio quanto il Padre ci ami e ci stimi  così come siamo, farà crescere la fiducia in noi stessi, la positività  verso la vita, la voglia di collaborare a questo grande disegno.</p>
<p>Gli Esercizi sono uno strumento per aiutarci a vivere l’esperienza  dell’ incontro con il Signore sempre più profondamente, intimamente e  consapevolmente. Non si tratta quindi di un percorso per cercare la  fede, ma per approfondirla, farne esperienza più consapevole e darle un  senso più chiaro in relazione alla nostra vita concreta.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="../wp-content/uploads/Evo-foto-2.png" alt="" width="241" height="344" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Propongono un cammino di discernimento per impostare la propria vita secondo la volontà di Dio.</p>
<p>Il discernimento riguarderà in particolare la mia storia, il mio  mondo interiore, le mie esperienze, la mia vita: scoprirò così chi sono  veramente alla profondità di me stesso, imparerò a guardare la realtà  con gli occhi di Dio e scoprirò il progetto meraviglioso e del tutto  particolare che Egli ha su di me.</p>
<p>L’integrazione vita-fede che si opera gradualmente e costantemente  grazie allo spirito di discernimento si realizza per mezzo della  preghiera.</p>
<p>Gli Esercizi sono anche una “scuola di preghiera” che ci conduce a  una relazione sempre più intima e personale con il Signore nostro  Creatore e Salvatore.</p>
<p>Gli Esercizi sono una proposta rivolta a tutti: laici, religiosi/e,  sacerdoti, coppie di sposi o fidanzati (anche come cammino di  preparazione spirituale al matrimonio), educatori e in generale a chi  desidera ritrovare le motivazioni profonde del proprio impegno o di una  scelta di vita. Sono un percorso adatto a tutte le persone: non esistono  problemi di età, di sesso, di livello culturale, di provenienza, di  esperienze pregresse, di formazione, di stati di vita.</p>
<p>Gli EVO sono molto consigliati a chi non si accontenta di lasciarsi  vivere ma desidera capire il senso profondo degli avvenimenti e scoprire  e gustare l&#8217;amore di Dio nella propria vita.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="../wp-content/uploads/Evo-foto-3.png" alt="foto evo 3" width="180" height="215" /></p>
<p>Per chi fosse interessato (o anche solo incuriosito) informiamo che  giovedì 22 settembre si terrà l’incontro di presentazione nella saletta  riunioni della parrocchia.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="font-size: 18px; text-align: center;"><em>Una testimonianza</em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Desidererei iniziare da una premessa: ho fatto molta fatica a  riassumere, a scremare, a fare delle scelte fra tutto ciò che questo  cammino spirituale ha rappresentato e rappresenta per me. Quindi questa  mia testimonianza è solo parziale e riduttiva, una piccola cosa rispetto  all’enorme impatto che gli Esercizi hanno avuto sulla mia vita.<br />
 Se dovessi definire gli EVO con una parola direi che sono la risposta ad una chiamata. <br />
 Dio mi ha chiamata perché mi facessi ‘prossima’ a Lui, a me stessa ed  infine agli altri uomini. Mi ha invitato a conoscerlo da vicino per  poterlo amare e seguire, per poter essere in pienezza ciò che sono: una  sua creatura, amata, libera ed in pace. Pregando ho messo ordine, ho  risistemato il “puzzle” della creazione, mi ci sono collocata poi ho  osservato che “…era cosa molto buona”. Mi ha poi insegnato ad accettare  il fallimento e l’errore, il dolore e la delusione, trasformandoli in  occasioni di crescita e di perdono.<br />
 Sorge spontanea una domanda: “Io che parte ho avuto in questa  relazione?” Ho solo dato la mia fiducia e la mia disponibilità, aprendo  il cuore e affidandomi a chi, prima di me, ha già percorso questa  strada. <br />
 Come ringraziamento e augurandomi che questo cammino possa essere per  moltissimi ciò che è stato per me, voglio concludere non con le mie, ma  con la parola di Dio. <br />
 “Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi circa i sentieri del  passato, dove sta la strada buona e prendetela, così troverete pace per  le anime vostre.” (Ger 6,16)</p>
<p style="text-align: right;">Monica</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani in Vacanza … fuori dalle Righe</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2010/09/giovani-in-vacanza-%e2%80%a6-fuori-dalle-righe/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 21:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un luogo comune dare giudizi pessimistici sui giovani, affermare che passano tutta l’estate al mare e, se lavorano, lo fanno solo per comperarsi il motorino o la macchina. Per sfatare questo luogo comune mi fa piacere offrire delle testimonianze di ragazzi e di giovani che hanno trascorso qualche giorno ai vari campi, alla route, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un luogo comune dare giudizi pessimistici sui giovani, affermare che passano tutta l’estate al mare e, se lavorano, lo fanno solo per comperarsi il motorino o la macchina. Per sfatare questo luogo comune mi fa piacere offrire delle testimonianze di ragazzi e di giovani che hanno trascorso qualche giorno ai vari campi, alla route, … Sono testimonianze di giovani che hanno accolto l’invito a rientrare un po’ in loro stessi, a dedicare un po’ di tempo a stringere amicizie forti e anche un bel rapporto con il Signore.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-Scouts1.jpg" alt="" width="582" height="274" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>Scouts &#8211; Campo di Reparto</strong></span></p>
<p>Gli ultimi 10 giorni di luglio con il mio gruppo scout siamo andati ad una località dell’Amiata chiamata &#8220;La Faggia&#8221; per vivere l’avventura che noi chiamiamo &#8220;CAMPO SCOUT&#8221;.È stata un&#8217;esperienza indimenticabile.<br />
 Siccome la vita da esploratore dura 5 anni, per alcuni è stato il primo, per altri l&#8217;ultimo; di certo ha avuto i suoi vincitori e vinti ai giochi che abbiamo fatto, i suoi momenti di tristezza e di euforia, ha avuto i suoi momenti di sole e di pioggia (e che pioggia!), che ha anticipato la data di rientro e che ha pressoché distrutto le nostre tende; ma, come diceva Baden Powell, il fondatore dello scoutismo:&#8221;Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono e cattivo equipaggiamento&#8221;. Un&#8217;esperienza divertente, impegnativa ed istruttiva, fatta apposta per &#8220;imparare a guidare la nostra canoa&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">Mauro</p>
<p>P. S.: Baden Powell paragonava la canoa alla vita, e questa si trova spesso nelle sue frasi celebri.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-Scouts2.jpg" alt="" width="509" height="355" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Scouts &#8211; Route 2010</strong></span></p>
<p>È ormai sera. Il cielo è stellato, la luna mi osserva, e torno a pensare alle avventure di questi giorni. E’ ancora una grande emozione trovarmi qui, solo, nel silenzio accompagnato dal canto notturno dei grilli, seduto su di un’erba fresca e morbida.  Ripenso alla strada che abbiamo esplorato: la fatica dello zaino, gli ostacoli imprevisti, l’incertezza del percorso, la tenda come unico rifugio certo, e poi la gioia del camminare insieme, la bellezza di un panorama, gli incontri inattesi e il “deserto” di una Natura che parla.<br />
 “E’ di nuovo route” recita una canzone scout, è di nuovo l’occasione di mettersi alla prova, di vivere col Clan una nuova esperienza. Si parte da Vallombrosa, destinazione Barbiana, luogo che per molti potrebbe essere solo una terra arida e desolata, ma che per pochi rappresenta il ricordo di un testimone coraggioso che ha saputo fare dei propri valori scelte concrete di vita.<br />
 Iniziamo il cammino. Il sentiero è subito in salita, perciò cominciamo a cantare per far spazio alla gioia. Dopo poco il fiato è corto, la stanchezza si fa subito sentire e già qualcuno pensa “Ma chi m’o fa fa’?!?”. Cominciamo a sentire la nuova e vera dimensione della strada: è l’occasione di ricercare del silenzio interiore. Concentro le forze su me stesso, lo zaino pesa già meno. Ascolto e osservo ciò che ho intorno. Basta poco per riappropriarsi del tempo. La lentezza mi concede una nuova spiritualità: mi ritrovo, quasi incredulo, a “contemplare le finestre del buon Dio”.<br />
 Approfittiamo della sosta per ritagliarci uno spazio in cui condividere idee, valori e sensazioni. Cominciamo a conoscere don Lorenzo Milani attraverso alcune sue lettere, in particolare quelle che ci permettono di riflettere sulle nostre relazioni personali e interpersonali. La condivisione ci permette così di creare un’atmosfera di sincerità e di correzione fraterna, nello spirito di apertura verso l’altro. Iniziamo ad essere una vera comunità scout.<br />
 Dopo quattro giorni di cammino, arriviamo lentamente a Barbiana. Mi sembra di vederlo uno dei tuoi “figlioli” che corre per il sentiero, con la fretta di chi sa che c’è qualcuno che lo aspetta, con la gioia di chi sa che qualcuno ha fiducia in lui, con l’eccitazione di chi sa che oggi imparerà qualcosa di unico. La scuola di Barbiana ci appare subito come un’esperienza particolare. Da quello che ci raccontano, è molto simile alla nostra vita scout. Quella di don Lorenzo, è infatti un’educazione che occupa ogni momento della vita del ragazzo ed ogni aspetto della sua personalità. I ragazzi sono così protagonisti e immaginiamo che il maestro Lorenzo fosse poco più che un “saggio” compagno di viaggio. Per i ragazzi, ora grandi, fu l’occasione di relazionarsi in modo attivo con la realtà del Paese e del mondo, sapendo fare coscienziosamente scelte di vita al di fuori della loro condizione contadina.<br />
 Anche per noi è arrivato il momento delle scelte. Per qualcuno è l’ora di firmare la “Carta di Clan” ed entrare nella comunità; per altri è il momento di prendere lo zaino e lasciarla, pronti a intraprendere il cammino per la Vita e scoprire qual è il progetto che Dio ha in mente per loro.<br />
 Sono pronto? Saprò essere un buon osservatore? Sono, o no, un Uomo della Partenza?<br />
 Una stella cadente mi suggerisce un desiderio: svegliarmi domani &#8211; ed ogni giorno – per smontare la tenda, rifare lo zaino e partire.</p>
<p style="text-align: center;">Il Clan “Rosa dei Venti” Grosseto 3</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-Scouts3.jpg" alt="" width="591" height="477" /></p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Campo-scuola  diocesano giovanissimi</strong></span></p>
<p>“<strong>C’è di più</strong>”<br />
 C&#8217;è di + in un cielo tenebroso<br />
 c&#8217;è di + in un posto misterioso<br />
 c&#8217;è di + in posto lontano dove i lupi ne fanno da padroni<br />
 c&#8217;è di + quando rifletti silenziosamente in un bel luogo montano<br />
 c&#8217;è di + se intorno hai tante persone pronte a toglierti un dubbio.<br />
 Questo è stato il campo di Gubbio!!!</p>
<p style="text-align: center;">Giulio</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-Giovanissimi.jpg" alt="" width="553" height="243" /></p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p>Ormai il campo estivo è , per noi giovani, un appuntamento fisso per riscoprire noi stessi e l’autenticità del rapporto con gli altri, lontano dai ritmi frenetici ed incalzanti della routine quotidiana.<br />
 Quest’anno il nostro percorso è stato guidato dall’esperienza di San Francesco, attraverso i luoghi della sua esperienza di santità. Il suo aiuto è stato fondamentale per riflettere “attivamente” sul nostro futuro; essendo questo, per noi, un periodo di scelte importanti. <br />
 Attraverso la semplicità del messaggio del Santo d’Assisi, inoltre, abbiamo potuto capire l’importanza di quei valori cristiani che, troppe volte, nella società moderna, vengono messi da parte a favore di falsi miraggi che non porteranno mai alla vera Felicità; perché  “<em>il male dell’uomo moderno è dell’aver fatto della ricerca della felicità il proprio dio, dimenticando che Dio è la felicità</em>”.<br />
 Ciò è potuto accadere grazie alla passione ed all&#8217;impegno dimostrato dai nostri educatori, sempre presenti e pronti a farci riscoprire quell&#8217;amore per Dio assopito nei nostri cuori.</p>
<p style="text-align: center;">Ilenia e Noemi</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p>Il Signore è risorto ed è vivo tra noi! Il Campo-scuola è allora il luogo dell’incontro con Gesù, reale presente nel volto dei nostri fratelli, è il luogo dove testimoniarlo e annunciarlo, con l’amicizia, a tanti giovani e ragazzi che, più o meno consapevolmente lo cercano, cercando in noi degli amici veri,  punti di riferimento sicuri, posizioni chiare, in un periodo per loro così ricco di novità e cambiamenti! Noi vogliamo rispondere alle loro esigenze, donando loro ciò che abbiamo ricevuto:  il Signore Gesù!</p>
<p style="text-align: center;">Marco</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-Parrocchiale.jpg" alt="" width="514" height="378" /></p>
<p style="text-align: left;">Campo-scuola  parrocchiale<br />
 Camaldoli è stata la mia terza esperienza del caposcuola e tutte e tre le volte mi sono divertita un mondo. Il campo-scuola è un’esperienza che ti fa divertire e pregare in gruppo, ma soprattutto ti fa capire che fuori da casa c’è un mondo meraviglioso e che non dobbiamo sempre stare davanti alla televisione, al computer, al Nintendo o alla Wii. Ma dobbiamo vivere la meravigliosa vita che il Signore ci ha regalato.</p>
<p style="text-align: center;">Federica</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vacanza per le Famiglie a S. Moritz &#8211; 7/14 agosto 2010</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2010/09/vacanza-per-le-famiglie-a-s-moritz-714-agosto-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 16:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuiamo a presentare alcune esperienze estive. E&#8217; la volta della Vacanza per le Famiglie che abbiamo vissuto in Svizzera nella seconda settimana di agosto. Le novità di questo anno sono state: la presenza dei ragazzi (dieci dai 4 ai 14 anni) e la varietà delle età (dai 4 ai 90 anni).  Eppure, nonostante questo, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo a presentare alcune esperienze estive. E&#8217; la volta della Vacanza per le Famiglie che abbiamo vissuto in Svizzera nella seconda settimana di agosto. Le novità di questo anno sono state: la presenza dei ragazzi (dieci dai 4 ai 14 anni) e la varietà delle età (dai 4 ai 90 anni).  Eppure, nonostante questo, si è creato un bel clima di famiglia per la disponibilità di ognuno. Ma , lasciamo ad alcuni di loro la penna!</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-1-37.jpg" alt="" width="560" height="356" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Adriana</strong></span></p>
<p>Come prima esperienza all’estero, è stata meravigliosa. Avrei voluto passare come minimo, altre due settimane in quella maniera. Che albergo (4 stelle)! Che monti! Che laghi! Che fiumi! Che esperienza! Ma soprattutto, che divertimento!<br />
 Eravamo serviti e riveriti, ed una cosa positiva, almeno per me, era che ci ritrovavamo quasi sempre con i piedi sotto al tavolo e con le mandibole allenate; insomma, mangiavamo, e anche molto bene! Chiaramente tutto questo grazie alla superorganizzazione di don Roberto, che, ha riunito parecchie famiglie, le quali hanno sviluppato una grande armonia tra di loro; e tutto questo ci ha permesso di fare una meravigliosa esperienza tutti insieme. <br />
 Ma l&#8217;organizzatissimo prete che ci ritroviamo, non ha pensato solo agli adulti, ma anche ai bambini e alle loro esigenze, per cui ha proposto tutto il programma in base ai bisogni di tutti: dai 4 ai 90 anni. Inoltre noi &#8220;ragazzi&#8221; abbiamo fatto un filmino il quale è stato utile per conoscerci meglio e divertirci di più (quasi impossibile). E allora cosa augurarsi? Che don Roberto ci dia possibilità di rivivere altre esperienze come queste: belle e piacevoli. Grazie<br />
 Carlo<br />
 Quest’anno la vacanza delle famiglie ci ha portato a San Moritz. Quale esperienza? Camminare, passeggiare insieme, trascorrere qualche tempo raccontandoci di noi. Condividere la fatica, lo stupore, il divertimento. Trovare il tempo, dovunque fossimo, per dedicare un grazie grande al Signore per quello che ci ha donato: una natura meravigliosa e dei compagni di viaggio unici. Fraterni nell’attendere chi era in difficoltà, nel decidere la prossima tappa, nel farsi uno con l’altro che è triste, accompagnarlo con la preghiera nel dolore, offrirgli una spalla per riposare dalla stanchezza della giornata. Ognuno ha contribuito con i propri talenti a rendere la vacanza serena: chi, fisicamente pronto, faceva da vedetta, chi, più maturo ed esperto, raccontava la storia dei luoghi che stavamo visitando. Sperimentare anche piccole fatiche insieme  è servito  per conoscere i propri limiti e rafforzare i rapporti sia in famiglia che nel gruppo. Se a questo aggiungiamo il desiderio di stare insieme e frequentarci scambiandoci di continuo i posti a tavola in un albergo da sogno con un cibo eccellente ed abbondante dobbiamo solo dire grazie al buon Dio ed a don Roberto che giorno dopo giorno ce lo ha fatto sperimentare creando il clima-simbolo di una famiglia: la comunione.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-2-37.jpg" alt="" width="796" height="372" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Fabio</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">Cari amici, <br />
 la settimana è andata;<br />
 è stata un&#8217;esperienza<br />
 che non andrà scordata.<br />
 Abbiamo camminato<br />
 e anche “un po’” mangiato<br />
 Percorsi complicati, <br />
 salite infinite,<br />
 però poi ripagate<br />
 da splendide mangiate,<br />
 spesso poi arricchite<br />
 da semplici risate.<br />
 Ho riso come un matto<br />
 e ciò mi ha favorito<br />
 nello svuotare il piatto.<br />
 Che belle passeggiate,<br />
 panorami mozzafiato,<br />
 aria pulita e pura,<br />
 grande Madre Natura!<br />
 E poi, improvvisamente,<br />
 mandibole allenate,<br />
 ci trovavamo sempre<br />
 a fare le magnate!<br />
 Che cosa ci portiamo<br />
 da questa bella gita?<br />
 Sicuramente dico<br />
 senza vostra smentita<br />
 qualche pochino in più<br />
 del nostro girovita.<br />
 Avete perso Vania?<br />
 Non state a disperare,<br />
 sarà in qualche negozio<br />
 pronta per comperare.<br />
 E il povero marito?<br />
 E’ fuori ad aspettare<br />
 e attende con pazienza<br />
 il momento per pagare.<br />
 Vuoi una foto per ricordo?<br />
 State tutti fermi e muti,<br />
 è in azione Paolo Luti.<br />
 E non voglio andare avanti,<br />
 annoierei tutti quanti.<br />
 Cari amici, adesso smetto<br />
 niente aggiungo, lo prometto.<br />
 Ringraziarvi veramente<br />
 è il pensiero mio corrente.<br />
 Ma la cosa più toccante<br />
 che mi è rimasta impressa<br />
 è stata la vitaccia<br />
 della “nostra” badessa!</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-3-37.jpg" alt="" width="590" height="487" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Armando</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p>St. Moritz, cittadina un po’ snob con i suoi alberghi e negozi di gran lusso, è una piccola Babele. Se vi rivolgete a qualcuno in italiano, può darsi che risponda in tedesco. Se invece chiedete in tedesco, sicuramente vi rispondono in un italiano perfetto. <br />
 Anche l’Inn fa un po’ a modo suo. Dopo aver formato una splendida collana di laghi se ne va dritto verso est, verso il Danubio e il Mar Nero. <br />
 E’ sulle sponde di questi laghi e laghetti che abbiamo fatto le nostre passeggiate, passando per verdi prati e ombrosi boschi di abeti, pini e larici. <br />
 I più ardimentosi aggiungevano dei percorsi più impegnativi, gli altri magari andavano alla scoperta delle celebri case rustiche dei Grigioni, con le loro facciate decorate con raffinati graffiti e le finestre &#8220;ribaltate&#8221; e fiorite. <br />
 Momenti di intensa religiosità quando don Roberto ci ha guidato alle millenarie abbazie di Piona sul lago di Como e S. Maria di Mustair fondata da Carlo Magno nella lontana e selvaggia Val Monastero. <br />
 Non si può dimenticare la gita sul Trenino Rosso che ci porta al Passo del Bernina. Vi si presentano splendide vedute sul Massiccio del Bernina, i cui ghiacciai purtroppo si ritirano sempre di più. <br />
 Un altro fenomeno della natura l’abbiamo potuto osservare al Passo del Maloja. Per molte migliaia di anni la Maira, che scorre laggiù, 400 m. più in basso, continua il suo lavoro di erosione, con grave minaccia per la sovrastante Engadina. <br />
 Chi ha amato questa terra è stato Giovanni Segantini e lo ha saputo esprimere nei suoi quadri. La sua barca dell’ “Ave Maria” naviga in un mare di luce. II &#8220;Ritorno dal Bosco&#8221; nella luce vespertina, con quell’aria cristallina, e irripetibile. E la ragazza alla fontana è senz’altro il ritratto più casto della storia dell’arte. Si rimane commossi. <br />
 Sul ritorno a casa un rapido shopping a Livigno. Ci voleva, dopo i prezzi della Svizzera. <br />
 Un’ultima cosa. La nostra gita è stata allietata da un numeroso gruppo di ragazzi e ragazzine, che sono stati semplicemente &#8211; cerco la parola adatta &#8211; fantastici.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Miriana</strong></span></p>
<p>Nel mondo in cui viviamo, nella nostra società, dove tutto si fa di corsa senza mai fermarsi, diventa quasi una necessità ritemprarsi nel corpo e nello spirito, trovare lo spazio per far silenzio, lasciare il tempo alla riflessione e alla preghiera e ammirare la natura e l’ambiente che ci circonda. <br />
 In questi giorni di vacanza a St Mortiz ho dedicato più tempo alla meditazione sui significati profondi della vita, nel contesto sereno dello stare insieme agli altri in amicizia .<br />
 Questo momento ci ha offerto un’opportunità unica: sostare davanti allo spettacolo  suggestivo della natura. A contatto con la natura, le persone ritrovano la loro giusta dimensione e si riscoprono creature piccole e fragili di questo mondo e la natura è come un quadro di vari colori la cui tavolozza è nelle mani di Dio. E’ stata questa la mia prima esperienza dove ho scoperto me stessa, ho imparato che con la tenacia, la volontà e la fiducia in me stessa posso raggiungere obbiettivi importanti.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-4-37.jpg" alt="" width="803" height="633" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Laura</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">Grazie per la bella vacanza<br />
 a chilometri di distanza,<br />
 grazie per St. Moritz e i suoi monti,<br />
 per i ruscelli e per le fresche fonti,<br />
 grazie per le lunghe passeggiate, <br />
 quelle impervie e soleggiate, <br />
 quelle facili, medie o avventura<br />
 che ci hanno fatto ammirare la natura.<br />
 Grazie per tutto lo splendore<br />
 unito allo stupore,<br />
 alla vista di boschi e cime candide, <br />
 prati verdi, laghi e baite splendide.<br />
 Grazie per la seggiovia e il trenino rosso <br />
 che procurano emozione addosso, <br />
 cose, per me, nuove e divertenti<br />
 che ci hanno resi tutti allegri e sorridenti.<br />
 Grazie per la preghiera e la riflessione, <br />
 abbiamo ragionato su ogni questione <br />
 religiosa e morale, <br />
 e ciò non fa mai male, <br />
 ma anzi ci fa pensare <br />
 a quale soluzione adottare,<br />
 per vivere con giustizia, pace e amore<br />
 come ci ha insegnato Cristo Signore.<br />
 Grazie per i momenti felici vissuti dai bambini,<br />
 che sono stati spesso vicini,<br />
 hanno creato il loro filmato<br />
 che, credo, da noi è stato apprezzato.<br />
 e ora alla fine della vacanza<br />
 di quel bel luogo sentiamo la mancanza.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-5-37.jpg" alt="" width="814" height="567" /></p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>EVO-Esercizi spirituali nella Vita Ordinaria</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 21:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
In questo mese presenteremo alcune esperienze significative perché siano di stimolo per altri. Le testimonianze che seguono sono di persone che hanno concluso il percorso degli EVO. Ciascuno naturalmente ha colto gli elementi che hanno inciso di più sulla sua vita. In questo senso le testimonianze non vogliono essere un esempio di ciò che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Dossier-1.jpg" alt="" width="325" height="281" /></p>
<p>In questo mese presenteremo alcune esperienze significative perché siano di stimolo per altri. Le testimonianze che seguono sono di persone che hanno concluso il percorso degli EVO. Ciascuno naturalmente ha colto gli elementi che hanno inciso di più sulla sua vita. In questo senso le testimonianze non vogliono essere un esempio di ciò che si può ottenere con gli EVO, ma piuttosto uno spazio di condivisione di alcuni vissuti spirituali da accogliere e contemplare. <br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Anna<br />
 </strong></span><br />
 In questi due anni sono stata condotta con gradualità e delicatezza alla conoscenza di me stessa, ho fatto il punto sulle mie relazioni, ho pregatoi salmi rielaborandoli e facendoli miei.termine del primo anno ho provato la sensazione bellissima di sentirmi in armonia con me stessa, con il creato e con tutti. Sentivo che il cammino intrapreso mi portava oltre e ne ero attratta.secondo anno, infatti, è stato meraviglioso: con una percezione più chiara della mia vita, passata e presente, mi sono avvicinata sempre più al mistero di Cristo ed ho gustato nella contemplazione le infinite sfaccettature del suo amore per ciascuno di noi.<br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Daniela<br />
 </strong></span><br />
 Da tempo sentivo il bisogno di pregare in modo diverso, volevo una preghiera fatta non solo di formule e atti ripetuti meccanicamente e talvolta in modo distratto, ma una preghiera che fosse un dialogo più amoroso e intimo con Dio, volevo insomma &#8220;imparare a pregare&#8221;. La testimonianza entusiasta di chi aveva già fatto l’esperienza degli EVO,convinse a cominciare questa &#8220;avventura&#8221;.<br />
 Poi le schede, gli esercizi, le condivisioni con il mio gruppo, gli incontri con la guida che mi dava aiuto e consigli, … così, a poco a poco, la mia vita è entrata nella preghiera e la preghiera nella vita. La mia relazione con Dio ora è più viva più partecipe, ora sento veramente che &#8220;Dio è con me e mi ama”.<br />
 <strong></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Filomena</span></strong></p>
<p>Quando mi è stata proposta l&#8217;esperienza degli EVO, &#8230; pensavo di partecipare a un momento di preghiera collettiva, invece è stato il cambiamento radicale del mio modo di pregare e di vivere il mio rapporto con Gesù. Si sono accorciate le distanze e si è rafforzata l&#8217;amicizia.<br />
 Gli EVO mi hanno dato la percezione della presenza reale di Gesù; che non è sentire la Sua presenza quando pregando ti rivolgi a Lui, ma è sentire la Sua forza che ti sostiene, la Sua carezza che ti consola, la Sua paziente attesa. Non è facile da descrivere questa esperienza. Va vissuta.<br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Maria Paola</strong></span></p>
<p>L’esperienza degli E.V.O è un cammino che ti prende, che ti assorbe pian piano, che diventa parte del tuo vivere quotidiano dandoti una visione della realtà completamente diversa. L’inizio è stato per me faticoso, con difficoltà quasi insormontabili, ma continuare con speranza e dedizione ha portato in me molti cambiamenti o meglio molti frutti che mai avrei sperato di raggiungere. La mia preghiera si è trasformata, … anche il mio rapporto con gli altri è maturato, più aperto, disponibile, … ho trovato la risposta a tanti interrogativi che mi ponevo, …. ho potuto vivere le parole che tante volte avevo sentito nelle catechesi.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Maura</strong></span></p>
<p>Ho iniziato il cammino casualmente ma mi sono sentita attratta dalle parole della nostra guida. Durante questi due anni il mio cuore si è aperto alla voce del Signore, con il quale ha iniziato un dialogo confidente e amoroso che mi accompagna ancora oggi. Mi sento amata, accettata, prediletta e so riconoscere i doni che il Signore mi fa ogni giorno.  Attraverso la condivisione si è creato un legame di affetto, amicizia e solidarietà con tutte le persone che hanno fatto gli  EVO con me e con la guida.<br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Rita</strong></span></p>
<p>Questi due anni di cammino si sono rivelati molto più di un’ennesima esperienza religiosa: è stato l’incontro con Qualcuno che mi ha cambiato la vita. <br />
 Gli incontri a intervalli regolari hanno fatto sì che ci fosse il tempo per capire, assimilare e far proprio quanto ci veniva suggerito di volta in volta e il condividere con le altre persone del gruppo le esperienze, le difficoltà, e lo stupore gioioso che il cammino ci riservava ci ha aiutato a non scoraggiarsi mai e ha creato fra noi complicità, amicizia, fraternità. E&#8217; stata soprattutto la riscoperta di essere l’oggetto dell’amore incondizionato di Dio che mi fa sentire costantemente la Sua presenza nella mia vita e l’ha cambiata.<br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Grazia</strong></span></p>
<p>Il percorso E.V.O porta in sé una rinascita. Una tappa importante è stata la presa di coscienza della elezione fondamentale a cui ciascuno di noi è chiamato. Inizialmente, affascinata dalle Beatitudini, ho pensato che fosse il poter essere sempre capace di misericordia, ma nella vita pratica, in seguito, ho capito che dovevo ancora cercare fino a trovare ciò che per me è più congeniale, che poteva darmi serenità e pace. Ho sentito così la volontà di vivere la quotidianità nella consapevolezza della presenza di Gesù nella mia vita” Ecco io sono con voi  tutti i giorni, fino alla fine del mondo …” e di affidarmi a Lui.<br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Cinzia</strong></span></p>
<p>Signore, nel tuo nome, voglio essere per gli altri portatrice di gioia di vivere e positività e la mia elezione fondamentale è l’acco-glienza. Tu mi hai ridato la fiducia: la fiducia che io ho avuto in Te me l’hai resa centuplicata. Mi hai restituito la stabilità e la gioia di vivere le piccole cose. Hai risvegliato la mia spiritualità facendomi sentire quanto mancavo di sensibilità e misericordia attraverso il tuo amore (è volontà del Padre che neanche uno di questi piccoli si perda). La fede mi sostiene come una luce sempre accesa nella mia anima, spero che sia ora e sempre.<br />
 <span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Germana</strong></span></p>
<p>Quando mi sono affacciata per la prima volta agli EVO avevo il cuore pieno di dolore, d’inquietudine, di grande sofferenza. Mi tormentavo per gli errori del passato, mi pesava il rapporto con alcune persone tra cui quello con mia madre da sempre molto difficoltoso. Poi, piano piano mi sono resa conto che Tu, Signore, mi eri accanto. Hai saputo prendere con dolcezza tra le tue mani questo mio cuore gonfio di dolore, adagiarlo accanto al tuo donandomi fiducia, togliendomi ogni inquietudine, soprattutto mi hai donato un cuore nuovo con un grande desiderio di amore e di pace verso Te e tutti coloro che mi circondano.<br />
 Grazie a Te, Signore, ho scoperto che l’amore porta sempre frutto, ho scoperto il perdono nei confronti di me stessa e degli altri, la condivisione, la comprensione, l’accoglienza, la carità , quella vera.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il saluto di Donata</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2010/08/il-saluto-di-donata/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 13:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il 14 agosto Donata Mussio Ronconi è tornata alla Casa del Padre, ma, prima di andarsene, ha voluto lasciare un saluto alla sua Comunità parrocchiale di cui faceva esperienza nel “S. Marta”.
 Pubblichiamo questa Lettera aperta per affetto e perché è segno della verità di una parrocchia che è “casa e scuola di comunione”.
Lettera aperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.parrocchiaddolorata.it/wp-content/uploads/Il-saluto-di-Donata1.jpg" alt="" width="454" height="354" /></p>
<p>Il 14 agosto Donata Mussio Ronconi è tornata alla Casa del Padre, ma, prima di andarsene, ha voluto lasciare un saluto alla sua Comunità parrocchiale di cui faceva esperienza nel “S. Marta”.<br />
 Pubblichiamo questa Lettera aperta per affetto e perché è segno della verità di una parrocchia che è “casa e scuola di comunione”.</p>
<p>Lettera aperta alle amiche del “S. Marta”</p>
<p>C’era Donata &#8230;<br />
 una cenetta nella sala dell’Addolorata … Carla Bartolini fece festa ad una “persona nuova” e la invitò a sedersi al suo tavolo. Così. Simpatizzando subito, nacque in tutte e due le donne il desiderio di stare insieme; di riunirsi e trovare altre che avrebbero potuto stare con loro. <br />
 Don Roberto, intelligente e generoso, mise a disposizione il locale e … nacque “S. Marta”.<br />
 A che scopo?<br />
 Donne sole che avevano voglia di parlare, di confidarsi, di sentire voci, letture interessanti , vedere sorrisi e sorridere: di vivere, insomma, qualche ora in modo diverso.<br />
 Non si formò un Club, ma una famiglia di care amiche.<br />
 Bella, davvero bella questa iniziativa …!  E Donata, pur con tante difficoltà, ma con i figli che a turno la portavano &#8220;all&#8217;asilo&#8221;, era veramente contenta.<br />
 Le telefonate che riceveva le davanto tanto conforto e la spronavano ad andare avanti.<br />
 Ora non c’è più: ma ringrazia tutte le care amiche che ha conosciuto, che l’hanno considerata, abbracciata e che l’hanno attesa qui, in questa Chiesa, per darle l’ultimo saluto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ancora un contributo alla Verifica</title>
		<link>http://www.parrocchiaddolorata.it/2010/07/ancora-un-contributo-alla-verifica/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni e testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non avessimo fede nel Cristo Risorto tutta la nostra vita, il nostro agire come singoli e come comunità sarebbero vani. Ma la fede nel Risorto non è così scontata né semplice da sperimentare.
 Quando la vita ti sbatte in faccia la sua crudezza il primo istinto è quello di fuggire e di ribellarti. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non avessimo fede nel Cristo Risorto tutta la nostra vita, il nostro agire come singoli e come comunità sarebbero vani. Ma la fede nel Risorto non è così scontata né semplice da sperimentare.<br />
 Quando la vita ti sbatte in faccia la sua crudezza il primo istinto è quello di fuggire e di ribellarti. E’ solo dopo, poco a poco, che intuisci che Lui è “con te”:  sono risorto e ora sono sempre con te. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Là dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce. La luce … il Risorto che tutto trasforma per il mio bene.<br />
 Questa consapevolezza (Ivana a Vetulonia ha parlato di consapevolezza), come dicevo, non è scontata, non nasce automaticamente, ma è frutto di esercizio costante, faticoso, ma salutare. E’ la “PALESTRA” dell’ascolto della Parola, della preghiera e dell’Eucarestia, adorata e consumata. Tutto questo (ce lo auguriamo) ognuno di noi lo fa personalmente, ma come comunità? Sappiamo noi rendere la nostra comunità “sacramento della risurrezione”? Quanto tempo abbiamo dedicato all’ascolto della Parola, oltre la domenica, quanto all’adorazione?<br />
 Mi viene in mente la fatica per l’organizzazione dei turni dell’adorazione quotidiana che non si riesce a fare in modo continuato per mancanza di persone!!<br />
 La stanchezza dei mesi appena passati, manifestata da molti, il nervosismo per le troppe attività, derivano forse dalla mancanza della vera forza che è quella di nutrirci della Sua parola e del Suo corpo? Se non siamo uniti a Lui -quindi tra di noi- come possiamo andare nel Suo nome? Prima di ogni attività e di ogni programma infatti deve esserci l’adorazione che ci rende davvero liberi e ci dà i criteri per il nostro agire.<br />
 Riconosciamo le nostre fragilità, perché anche gli sbagli compiuti e accettati sono segno del Suo Amore, ci invitano ad una nuova conversione, ad affidarci alla Sua Misericordia. Individuiamo le priorità nel cammino della nostra comunità, sottoponiamoci (cosa che ultimamente  abbiamo trascurato) ad una continua verifica.<br />
 Probabilmente dovremo rivedere i nostri modi di rendere testimonianza della Sua presenza e non farsi abbattere (come mi è successo) se dopo un anno di impegno e di fatica  i bambini del catechismo sono improvvisamente spariti dalla Messa delle 10 (quando prima non trovavi un posto a sedere)!<br />
 Sperare nel Risorto è anche “essere disposti a scorgere l’opera misteriosa di Dio nel tempo”. Perciò mi auguro ed auguro a tutti che questo tempo di verifica e di programmazione che ci è dato possa essere momento di vera speranza e di unità , tempo in cui “misteriosamente” Dio agisce, tempo per lasciarci sorreggere dalle Sue mani misericordiose, senza cedere a tentazioni pessimistiche.</p>
<p style="text-align: center;">
 Francesco e Assunta</p>
]]></content:encoded>
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