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Le parole dell’Amore

Scritto da germano | Rubrica: Le nostre news


In questi giorni ho letto un articolo (dalla rivista Punto Famiglia di Salerno) che desidero riproporvi in sintesi perché penso che possa essere utile a coloro che lo leggeranno.
Dio ha manifestato il suo amore agli uomini at-traverso la Parola. “Dio disse” leggiamo nella Genesi, questa è l’espressione che da inizio ad un nuova storia d’amore che nella Parola di Dio trova il suo spazio per manifestarsi in pienezza. E Dio parla all’uomo come ad un amico. Se dunque il dialogo è la strada scelta da Dio per realizzare il suo disegno, ogni famiglia può attingere a questa realtà per costruire maggiormente comunione. Cerchiamo di individuare i passi da compiere.

Imparare ad ascoltarsi
Prima di pretendere il dialogo con i propri figli, è importante che i genitori si educhino all’ascolto. Siamo capaci di ascoltare la voce di Dio che risuona nella nostra vita? Ci diamo degli spazi adeguati per vivere questo tempo di ascolto della Parola di Dio? Ci fermiamo innanzitutto noi coniugi, per vivere un tempo prolungato di ascolto l’uno dell’altro?

Prevedere dei tempi di dialogo

Spesso viviamo il tempo in cui siamo a casa, liberi dal lavoro, immersi in mille occupazioni: la mamma con la casa da riassettare, il pranzo da organizzare; i papà a sera, spesso stanchi, si rifugiano nello studio per completare alcune cose per il lavoro o fare i conti con le bollette di casa, i figli hanno il computer e il telefonino con cui si relazionano con il mondo esterno. Bisogna allora innanzitutto sintonizzarsi sull’altro, mettere da parte tutte le distrazioni e ricercare un tempo in cui, comodamente seduti in poltrona o intorno al tavolo, si comunica la giornata, la fatica e la gioia, le piccole e grandi cose della vita quotidiana. Mi sforzo, come genitore, di prevedere un tempo in cui mi metto in ascolto del coniuge e dei miei figli? II dialogo non è solo un passaggio di informazioni su come abbiamo trascorso la giornata, ma suppone un passaggio ulteriore. In che misura mi sforzo, nonostante la stanchezza e il pensiero delle cose da fare, di dare priorità all’ascolto dei figli?

Saper ascoltare

II dialogo, perché sia proficuo e possa far crescere nell’unità una famiglia deve essere caratterizzato anche dall’umiltà. L’umiltà intesa come capacità di ascoltare l’altro, di accogliere la sua ricchezza, le sue intuizioni, consapevoli che Dio agisce in tutti. In che misura mi pongo ad ascoltare mio figlio? Con supponenza, superficialità, della serie “Tanto tu sei ancora piccolo” o sforzandomi di capire quello che l’altro vuole comunicarmi senza la pretesa di avere risposte già pronte e preconfezionate?

Saper perdonare

Le incomprensioni quotidiane sono generate e vengono alimentate dall’orgoglio che chiude ciascuno nelle proprie ragioni. Accade così che l’ideale originario della comunione venga sostituito con quello della convivenza. La comunione familiare può essere conservata solo con un grande spirito di sacrificio. Esige una profonda e generosa disponibilità, che impegna ciascuno a saper ogni giorno ricominciare. Non c’è niente di più bello che sentirsi capiti, e non c’è cosa più deludente che sperimentare l’incomprensione degli altri, specie delle persone dalle quali vogliamo sentirci amati. Qual è l’atteggiamento allora con cui ci accostiamo all’altro in famiglia in un momento di difficoltà? Prima delle parole, il nostro sguardo esprime amore, misericordia? Siamo disposti ad accogliere ogni volta una parola nuova, una parola d’amore che spezza l’indivi-dualismo e apre il cuore alla comprensione?

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