PELLEGRINAGGIO DELLE FAMIGLIE A CAMPAGNATICO
Scritto da admin | Rubrica: Riflessioni e testimonianze21 MARZO 2010
Le famiglie della comunità parrocchiale sono salite al Santuario diocesano della Madonna delle Grazie di Campagnatico per portare ai piedi della Beata Vergine le gioie e le speranza, i dolori e le angosce delle famiglie della Parrocchia.
Durante il Rosario celebrato lungo la strada sono state rese alcune testimonianze a commento dei vari misteri.

1° MISTERO: Annunciazione dell’Angelo alla B.V. Maria
In questa decina del rosario affidiamo alla Beata Vergine le famiglie più giovani e le loro aspettative. Preghiamo perché, in un mondo di calcoli e progetti, l’arrivo di un bambino sia vissuto non con ansia e preoccupazione, ma con la stessa gioia che l’Angelo propone a Maria “Rallegrati, Maria!” e sappiano accoglienza sempre il mistero di una nuova vita.
Dal vangelo di Luca Lc 1, 35-38
L’angelo disse a Maria: “Lo Spirito Santo scenderà su di te. Il tuo bambino sarà santo, Figlio di Dio.”. Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.
(Federica): Dal Diario di una giovane mamma
24 agosto 2009
Ciao piccolino, oggi abbiamo scoperto che sei nientepopodimenochè … un bel maschietto! Siamo felici e ancora una volta rendiamo grazie a Dio perché, a detta di tutti, stai crescendo bene e in salute. In questi mesi ti ho parlato molto … mi sentivi? Ho provato anche a scrivere tutto quello che pensavo, tutto quello che mi passava per la testa ma alla fine, credimi, sino ad ora proprio non ce l’ho fatta. Come poter riuscire infatti a mettere nero su bianco le infinite sensazioni che mi dai? Proprio non è facile! Quando ho saputo che c’eri ero paradossalmente tanto più impaurita al solo pensiero di poterti perdere quanto felice di sapere che, piccolo come un granellino di sabbia, te ne stavi dentro di me. Non ci sono parole per descrivere la felicità che ho provato la prima volta in cui mi è stato detto di stare zitta per sentire il battito del tuo cuore. Tum, tum, tum … era fortissimo! Siamo stati in tre a commuoversi. E pensa che avevi solo 7 settimane ed eri lungo appena pochi centimetri! …E’ la magia della vita! Non c’è poesia che possa descrivere la tua bellezza ogni volta che attraverso un piccolo monitor ti vediamo, così come non c’è musica che possa intonare la tua dolcezza quando ti muovi e ti fai sentire quasi a volerci ricordare di notte e di giorno che tu, tu ci sei. Credimi, non ci sono parole che possano spiegare al mondo la tua importanza. Sei il più bel dono, la più grande grazia! Continua a muoverti, nuota, gioca, scalcia, mangia …, continua pure a crescere e a formarti nel segreto, a sorprenderci ogni giorno. Sono sensazioni uniche e bellissime che non potrò scordare mai. Se mi chiederai di raccontarti la tua storia lo farò ogni volta che vorrai, senza stancarmi perché tu, senza volerlo, sei la cosa più bella che ci è accaduta, un desiderio forte più di quanto forse pensavamo, un sogno nascosto diventato realtà.
1 ottobre 2009
Siamo a 26 settimane esatte e oggi ci siamo fatti un bel regalo! Sapevamo che questo era il momento migliore per vederti in tre dimensioni, così ci siamo informati su chi avesse questa apparecchiatura tecnologica all’avanguardia e siamo andati. Io speravo tanto che tu fossi con la testina su, messo ben bene per poterti osservare al meglio … e tu …, come a percepire questi miei pensieri, che te ne stavi dormiente a giocare con il cordone, ci hai lasciati, per un attimo, senza parole. Quando poi ho realizzato che quegli occhietti chiusi, quel nasino a patatina, quella bocchina dalle labbra pronunciate e quelle guanciotte erano proprio le tue, quelle di quel bimbo che io immaginavo e che contemporaneamente sentivo muovere dentro di me.. non ho potuto fare a meno di commuovermi. Più ti guardavo e più le mie lacrime non riuscivano a fermarsi. Eri dolcissimo! Il tuo babbo invece, compiaciuto e soddisfatto, è rimasto zitto zitto, quasi in adorazione a guardarti. Era come incantato! Tutto di te era già scritto fin dal primo istante. Crescerai soltanto, si svilupperanno le tue facoltà, ma la tua persona sarà sempre uguale a se stessa. Quando sarai più grande capirai da te che la vita è un mistero prezioso, che la scienza scopre ma non sa spiegare. La risposta va cercata in Colui che ha detto “Io sono la vita” e che è il Creatore di ogni vita con tutte le potenzialità e le meraviglie che essa sa esprimere.
L’arrivo di Filippo era previsto per l’Epifania e invece lui alle 16,53 del 16 Dicembre 2009 con 22 giorni d’anticipo, seppur in tanto tempo e con tanta fatica, nel bel mezzo del nostro trasloco, proprio mentre noi eravamo presi e indaffarati a fare tutt’altro, ha deciso di venire al mondo, sorprendendoci di nuovo. Grazie anche a lui questo Natale è stato davvero speciale, più vero. Le parole del profeta Isaia “un bambino è nato per noi, un figlio ci è stato dato” hanno echeggiato nei nostri cuori e il “Dio con noi” concepito dalla Vergine ce lo siamo sentiti ancora più vicino.
Caro bambino mio, eccoci qua adesso: io e te. Non mi sembra possibile. Niente di tutto quello che è accaduto in questi mesi mi sembra ancora reale. Seduta davanti alla tua culla ti guardo, ti osservo e potrei farlo per ore senza stancarmi mai. Ogni tuo respiro mi fa sospirare di gioia, mi emoziona, tutto di te mi scalda il cuore. Sto provando una moltitudine di sensazioni indescrivibili, incontenibili: l’amore, l’affetto, la gioia, tutto insieme… emozioni che solo una madre può provare davanti a una creatura… un’implosione e poi un’esplosione. Ringrazio Dio ogni giorno di questo dono e oggi che mi viene chiesto di raccontare questa esperienza non mi sottraggo ma mi ritorna un nodo alla gola, ribadisco che non è facile, ripenso alle paure, alle fatiche fatte, a tutte le persone importanti che ci hanno seguito e supportato in questi mesi ma di fronte a questo grande miracolo rimango a contemplare e ancora non trovo parole.
Silenzio

2° MISTERO: Gesù è ritrovato nel tempio
In questa decina affidiamo alla Beata Vergine i giovani. Anche noi, come Maria e Giuseppe, spesso siamo angosciati perché non “comprendiamo le loro parole” e le loro scelte. Affidiamo alla Madonna le nostre preoccupazioni per il loro futuro e preghiamo perché lo sguardo di Maria vegli su di loro.
Dal vangelo di Luca Lc. 2,46.48
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io, angosciati ti cercavamo”.
(Sandra):
Se la scelta di Dario è stata per tutti una sorpresa, bisogna dire che per noi genitori è stato un vero trauma, tenuto conto del comportamento tenuto sino ad allora. Lo conoscevamo, infatti, come un ragazzo un po’ chiuso, timido e molto abitudinario, tanto è vero che, al momento di approdare all’Università, aveva preferito – onde evitare un trasferimento fuori sede – frequentare una facoltà del Polo universitario grossetano, per la quale non nutriva peraltro particolare interesse.
Comprensibile, pertanto, il nostro sconcerto, considerato anche che è il nostro unico figlio. Il fattore che più ci preoccupava all’inizio era il timore che Dario andava a vivere in un paese sconosciuto e lontano, senza che fossimo stati messi al corrente delle sue reali intenzioni (e qui si riaffaccia il suo profilo introverso e scarsamente incline a confidarsi con i genitori).
Pensare a lui, nei giorni successivi alla partenza, ci provocava un senso di angoscia, poi sfociato infine in un vero e proprio malessere psichico. Ad un certo punto abbiamo anche pensato che i motivi dell’allontanamento di nostro figlio fossero dovuti ad un modo errato di impostare il nostro rapporto con lui, ma anche tale supposizione non ci ha fornito una spiegazione accettabile. Nonostante tutto, nei contatti che abbiamo avuto con lui abbiamo comunque cercato sempre di ostentare tranquillità, stabilito che, seppure a caro prezzo, non avevamo alcun diritto di condizionare le sue scelte. Motivo di consolazione era la consapevolezza che Dario era diverso dai ragazzi della sua età, che il cammino intrapreso era irto di difficoltà e privazioni con contestuale rinunzia a tutti quelle “comodità” che caratterizzano una società come la nostra a benessere diffuso, che il suo bisogno di rendersi utile ed aiutare i più deboli era per lui una spinta irriducibile, più forte di qualsiasi altra motivazione.
Quando Dario è tornato in Italia per un breve periodo, è stato subito chiaro che non si trovava a suo agio: troppe le differenze con il suo nuovo stile di vita, i suoi legami qui – ad eccezione di noi – si erano ormai sfilacciati, egli si sentiva su di una diversa lunghezza d’onda rispetto agli amici di un tempo.
Adesso sono oltre nove mesi che soggiorna ininterrottamente in Brasile, ci invia messaggi quasi quotidianamente dicendoci di stare tranquilli e manifestando piena soddisfazione per il tipo di vita che ha scelto e che lo gratifica; ci appare molto cambiato e maturato. Da parte nostra andiamo ormai abituandoci a questo stato di cose e, anche se ci manca moltissimo, ci siamo resi conto che questo è ciò che lui vuole. Condividiamo appieno il senso delle sue iniziative e la forza interiore che lo spinge e gli deriva da una fortissima fede cristiana, che lo ha indotto a rinunziare a quegli inutili accessori per un’esistenza votata alla sobrietà ed al sostegno degli altri.
Silenzio

3° MISTERO: Gesù e Maria alle nozze di Cana
In questa decina del rosario affidiamo a Maria tutte le coppie di sposi, in particolare quelle che stanno vivendo momenti di crisi. Maria chiede a Gesù di intervenire in favore degli sposi, perché solo un amore fondato in Dio può liberare dai pericoli dell’infedeltà, dell’incomprensione e delle divisioni.
Dal Vangelo di S. Giovanni Gv 2,1-12
Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c’era la madre di Gesù. E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». Gesù le disse: «Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta». Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà». C’erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. Gesù disse loro: «Riempite d’acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all’orlo. Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».
(Mimmo):
Siamo Mimmo e Caterina, sposati appena da 28 anni legati dal vincolo dell’amore, genitori di 2 figli. Gli amici ci paragonano alla coppia televisiva Mondaini-Vianello. L’unione di un maschio e di una femmina, quanto di più diverso possa esistere. Eppure Dio ha pensato alla famiglia, quando ha creato Adamo ed Eva, per affidare loro il compito di mettere in circolo l’amore la condivisione della gioia e del dolore, l’amore fisico, la fecondità, il rispetto dell’altro nella libertà. Siamo due caratteri abbastanza tosti, lontani dalle nostre famiglie per motivi di lavoro. Ci vengono in mente i primi anni di matrimonio dove la diversità di vedute ci portava spesso ad essere in contrasto. Con il passar del tempo ci siamo resi conto che non potevamo permetterci il lusso di avere musi lunghi e covare rancori per molto tempo. Infatti, spesso il senso delle parole ci sfuggiva, specie quando le pronunciamo in situazioni particolarmente stressanti, in cui il coinvolgimento emotivo ci toglieva la capacita di essere lucidi e attenti. La presenza dei figli in questo ci ha aiutato.
Caterina negli ultimi anni e si è avvicinata alla fede, in particolare dalla morte del padre. Ha cercato in me condivisione spirituale e religiosa con cui avere una crescita comune, situazione che io inconsciamente non ho recepito. Negli ultimi tempi, forse per l’età, forse perché vedi i figli crescere e ognuno di loro comincia a intraprendere il proprio cammino di vita, ho riflettuto e continuo tutt’ora a chiedermi il senso della vita e da qui ho capito il messaggio che Caterina mi vuole trasmettere, cioè di fermarsi, riflettere e dialogare sul presente, senza lasciarsi prendere dalla routine del vivere quotidiano perdendo di vista il cammino e gli obiettivi. Sbagliavo quando mio figlio per lavoro doveva trasferirsi in altra città ed io mi opponevo visto che anch’io sono uscito da casa dei genitori da giovane e non sono più rientrato. Lei mi ha fatto capire che si manca di rispetto ai nostri figli non dando loro la possibilità di scegliere, ma si cerca in tutti i modi di condizionarli nelle scelte della loro vita e che i figli devono seguire il loro cammino cosi come ho fatto io. Finché un giorno mi chiese se la potevo accompagnare ad un incontro in chiesa. Sinceramente non volevo farlo pensando ad un gruppo di preghiera che recitava il Rosario le rispondo: “L’incontro con il Signore è personale”. Caterina, da buona meridionale, permalosa, non ha accettato la mia affermazione e, ritenendosi offesa, mi risponde inacidita: “vorrà dire che ci andrò da sola”. I suoi occhi espressivi lanciavano segnali di sofferenza. Mi son detto: “l’accompagno visto che ci tiene tanto alla mia presenza”, pensando che tutto finisse lì in quel primo ed unico incontro.
In sincerità – qui l0 dico e qui l0 nego – quella sera (circa quattro mesi fa) ho avuto modo di conoscere don Roberto ed alcune stupende coppie. Grazie a tutti si è creato il gruppo famiglie, che può essere gruppo di ascolto, dialogo, condivisione e spiritualità. Ci incontriamo una volta al mese. Siamo accomunati dall’avere un progetto e uno scopo, da un sentimento di amicizia e di affetto vivo e reciproco, siamo stati per la celebrazione della giornata delle famiglia all’Abbazia di Sant’Antimo. Abbiamo assistito e seguito, in segno di testimonianza, il Corso per futuri sposi (bella esperienza!).
Da queste piccole cose ho capito che rendersi utili al mondo non necessariamente vuol dire partire per missioni umanitarie in Paesi lontani, si può essere utili al mondo educando con consapevolezza figli, sostenendo un progetto umanitario, Grazie a mia moglie Caterina.
Questa è la vita, non aspettare troppo per dire a qualcuno di speciale quello che senti dillo oggi stesso! Domani potrebbe essere troppo tardi …
(Caterina):
Cosa dire, dopo aver sentito quello che mio marito ha appena letto? Parole che mi toccano nel profondo dell’anima, che esprimono sentimento di amore. Tutto questa mi fa capire che le mie preghiere sono state ascoltate dal Padre. Anch’io condivido il pensiero di mio marito per quanto riguarda il suo commento nei confronti del gruppo di amici che abbiamo conosciuto in parrocchia e di Don Roberto. Siamo stati accolti con affetto e amicizia sincera, ringrazio loro perché da sempre con difficoltà ho cercato questi sentimenti puri, senza secondi fini. Adesso sono contenta e felice, spero che sia l’inizio di un cammino insieme a loro e a mio marito, che Dio a messo al mio fianco.
Silenzio

4° MISTERO: Gesù sale al calvario con la croce sulle spalle
In questa decina del rosario affidiamo alla Beata Vergine i nostri dolori, fisici e spirituali, le famiglie visitate dalle sofferenze e dalle malattie . Preghiamo Maria perché ci aiuti ad accettare la nostra croce ed aiutare il prossimo sofferente.
Dal vangelo di Giovanni Gv 19,13-17
Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale … disse ai Giudei: “Ecco il vostro re!”. Ma quelli gridarono: “Via! Via! Crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Metterò in croce il vostro re?”. Risposero i capi dei sacerdoti: “Non abbiamo altro re che Cesare”. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota.
(Patrizia, mamma di Michele)
Il dolore ti arriva all’improvviso: provi una sofferenza prima fisica e poi psicologica. Quella fisica è una sensazione di dolore violento, ti vengono strappati tutti i tuoi organi interni dal cuore all’utero, senza nessuna anestesia.
Non capisci quando te li riappropri e quando succede … inizia il calvario, lento … molto lento perché la realtà e’ inaccettabile.
Il dolore lascia una cicatrice profonda che va curata, medicata, ma rimarrà sempre lì a sanguinare nei momenti di fragilità umana.
Il dolore diventa forza quando lo trasformi in amore.
Il dolore diventa gioia quando lo trasformi in amore.
Silenzio

5° MISTERO: Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli
In questa decina del rosario affidiamo alla Beata Vergine la nostra vita quotidiana. Come la potenza dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli affida alla nuova Chiesa il compito di evangelizzare, così anche noi preghiamo perché possiamo annunciare con coraggio Gesù al mondo.
Dagli Atti degli Apostoli 2,1-4
Il giorno di Pentecoste i credenti erano tutti riuniti. All’improvviso si sentì un rumore, come un forte vento, e videro delle lingue di fuoco che si posarono su ciascuno di loro. E tutti furono ricolmi di Spirito Santo.
(Marco, seminarista):
Nonostante gli apostoli abbiano incontrato Gesù Risorto, dopo la sua ascensione sono come nuovamente intimoriti, così si riuniscono insieme con Maria, nel cenacolo, il luogo familiare: i fratelli con la madre, per stare insieme ed insieme pregare. È in questo luogo intimo e privilegiato che lo spirito irrompe gagliardo lo Spirito e riempie ciascuno di loro, così formati e consolati dall’esperienza del cenacolo, ricolmi di Spirito Santo i discepoli possono partire ed annunciare il Vangelo fino a dare la propria vita. Siano così le nostre famiglie: cenacoli di comunione alla scuola del Cristo Risorto, dove lo Spirito possa irrompere e riempire i nostri cuori ed i cuori dei giovani, dei nostri figli, colmarli di amore ed inviarli ad offrire la propria vita al servizio dell’Unico Maestro e dei fratelli.






